16 MAGGIO – 22 SETTEMBRE 2019, MAST, BOLOGNA

Abbiamo raggiunto un momento senza precedenti nella storia del pianeta. Ora gli umani cambiano in modo discutibile la Terra e i suoi processi più di tutte le altre forze naturali combinate. I cambiamenti climatici, le estinzioni, le specie invasive, i tecnofossili, il reindirizzamento delle acque fanno tutti parte dell’indelebile firma umana che lasciamo sul Pianeta.

Il Progetto Antropocene è un corpo multidisciplinare di opere di Nicholas de Pencier, Edward Burtynsky e Jennifer Baichwal, artisti famosi in tutto il mondo, che combinando arte, film, realtà virtuale, realtà aumentata e ricerca scientifica, indagano l’influenza umana sullo stato, sulla dinamica e sul futuro della Terra.

Edward Burtynsky, Uralkali Potash Mine #4, Berezniki, Russia, 2017. Foto: © Edward Burtynsky. Courtesy Admira Photography, Milano / Nicholas Metivier Gallery Toronto

Per denunciare quanto l’uomo sia in grado di stravolgere il mondo in nome della civiltà industriale, arriva a Bologna una mostra fotografica multimediale eccezionale. Si intitola Anthropocene e fino al 22 settembre sarà visitabile allo spazio MAST (Manifattura di arti, sperimentazioni e tecnologia; ingresso gratuito dal giovedì alla domenica).


Edward Burtynsky, Clearcut #1, Borneo , Malsia 2016. Foto: © Edward Burtynsky. Courtesy Admira Photography, Milano / Nicholas Metivier Gallery Toronto

Suddivisa in quattro sezioni che coinvolgono gli spazi del MAST – 1.PhotoGallery, 2.Foyer, 3.Gallery Livello 0, 4.Auditorium – la mostra è un invito a riflettere sulla portata e sul significato di queste trasformazioni radicali.


Oil Bunkering #4, Niger Delta, Nigeria 2016, photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto

35 fotografie di grande formato scattate da Edward Burtynsky mostrano con forza le drammatiche collisioni tra uomo e natura: il “terraforming” del pianeta mediante l’estrazione mineraria, l’urbanizzazione, l’industrializzazione e l’agricoltura; la proliferazione di dighe e la sempre più frequente deviazione dei corsi d’acqua; l’eccesso di CO2 e l’acidificazione degli oceani; la presenza pervasiva e globale della plastica, del cemento e di altri tecnofossili; l’impennata senza precedenti delle deforestazione.

L’esposizione di Bologna è frutto di 5 anni di lavoro, durante i quali la ricerca incrociata con la tecnica visiva.

Il percorso espositivo propone una serie di esperienze immersive che permettono ai visitatori di sperimentare la portata dell’Antropocene, scoprendo alcuni dei luoghi più impressionanti, sbalorditivi e remoti del mondo, in una dimensione che contiene e al tempo stesso travalica le immagini fotografiche e i video tradizionali.


Quattro murales ad alta risoluzione (HRM) di grandissimo formato realizzati a partire da fotografie di Edward Burtynsky offrono esperienze di visione sorprendenti e consentono di esplorare nei minimi dettagli alcuni luoghi simbolo dell’emergenza ambientale. Gli HRM sono potenziati da estensioni video visibili tramite la App AVARA sul proprio smartphone o su tablet presenti lungo il percorso espositivo – realizzate da Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, che approfondiscono il tema di riferimento attraverso un’esplorazione dettagliatissima dell’ambiente rappresentato.

AVARA App, L’ultimo rinoceronte bianco

Tre installazioni in realtà aumentata ricreano lo storico rogo di zanne d’avorio confiscate ordinato dal presidente Kenyatta in Kenya nell’aprile 2016; Sudan, l’ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco morto nel 2018 segnando l’estinzione della sua sottospecie; il leggendario Big Lonely Doug, solitario maestoso abete Douglas canadese quasi millenario, risparmiato da un boscaiolo nel corso di una deforestazione nel 2011. I tre artisti propongono qui una tipologia di immagine nuova e complessa, generata in fotogrammetria. Queste installazioni RA, che permettono ai visitatori di muoversi intorno all’immagine quasi fosse un oggetto reale, sono visibili tramite tramite la App AVARA scaricabile gratuitamente da Apple App Store o Google Play sul proprio smartphone. Tablet già configurati sono disponibili negli spazi espositivi.

Tredici videoinstallazioni di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier offrono vivide riflessioni sull’Antropocene e, attraverso l’energia dell’immagine in movimento, favoriscono la comprensione della portata e dell’impatto del fenomeno. Dal tunnel ferroviario più lungo della Svizzera allo storico rogo in Kenya delle zanne di avorio nel 2016, dalle miniere di fosfato della Florida alla devastazione senza precedenti della grande barriera corallina, le installazioni di Baichwal e de Pencier si avvalgono di tecniche di ripresa all’avanguardia per fornire un’esperienza diretta del dominio dell’uomo sul pianeta.

Un’esperienza profondamente toccante che dimostra come gli esseri umani sono diventati la singola forza più determinante sul pianeta.