I Social Network occupano ormai un tempo notevole nella vita dei giovani di oggi ma anche di una notevole fetta di popolazione di tutte le età, che usano i Blog e i profili Facebook come strumenti di “ relazione e comunicazione”. In pochi anni, si è formata una vastissima rete virtuale che permette a tutti di dialogare e scambiarsi idee con più di un sesto della popolazione mondiale.

La domanda su cui ho riflettuto, prima di progettare questo Blog, è la seguente:” Questa vita virtuale è proprio così importante, essenziale, nel vivere di ognuno di noi? E soprattutto, è lecito, oggi, chiedersi se questi strumenti possano servire alla formazione culturale e professionale di tanti individui dispersi e frammentati nella “ società liquida” che ci circonda? E ancora, è possibile un uso dei Social Network ispirato a quei “nuovi valori etici” necessari per costruire un concreto sviluppo sostenibile delle nostre Comunità e per affermare categorie etico-sociali, quali la lotta alle diseguaglianze sociali, alle discriminazioni razziali, al dominio delle armi e della sopraffazione violenta dei diritti dei Popoli?

La realtà virtuale che ci circonda sembrerebbe sconsigliarci questa ricerca; l’uso dei Social è divenuto prevalentemente  in tutto il mondo,nell’epoca che viviamo, un’arma violenta contro ogni “diversità”culturale, di genere, di razza, di orientamento politico o sessuale.

Lo scrittore americano Jonathan Franzen, recentemente, ha messo in guardia i suoi giovani allievi dal “consumo di massa delle notizie che circolano sulla Rete, responsabili di costruire una cultura superficiale, priva di un’etica sociale e, nel tempo, possibile foriera di un orientamento violento e anti-democratico.”

Io penso, invece, che sia necessario e possibile costruire un uso “diverso” dei social networks, democratico, pluralista, formativo ed educativo, ancorato a nuovi e forti valori etico-sociali.

 

Landscape First si presenta oggi a tutti i suoi lettori per costruire, con la loro adesione, un percorso culturale nuovo sul Paesaggio e sui Beni Comuni che appartengono alle nostre Comunità, siano esse italiane, europee o appartenenti ad altri Paesi o Continenti del nostro Pianeta.

Noi siamo convinti, ad esempio, che non si può motivare la lotta contro i grandi cambiamenti climatici, senza rendere consapevoli le nostre Comunità, che le loro conseguenze faranno scomparire o renderanno irriconoscibili i Paesaggi in cui viviamo. Il Paesaggio non è solo fattore di “identità” per le nostre Comunità, ma è anche “un’istanza sociale ed economica”e, quindi, necessariamente politica.

Noi siamo anche convinti, come afferma uno dei più importanti paesaggisti europei, Franco Zagari, “ che il rapporto tra quella qualità così complessa che chiamiamo Bellezza e quella qualità, oggi così misteriosa, che chiamiamo Lavoro, fanno parte integrante della qualità della vita nei nostri territori”. Non basta più invocare in modo retorico ed effimero lo sviluppo sostenibile dei nostri territori, se non ricerchiamo la qualità della vita insieme agli abitanti delle nostre Comunità. Riuso, Recupero, Rigenerazione degli spazi nel paesaggio urbano nella società del XXI secolo, significa ridare dignità alla Pianificazione e al Progetto di città, alla ricerca della Bellezza, che molti cittadini desiderano, senza però riuscire a riconoscerla e, soprattutto, a volerla.

Trasformare le città significa non “espandere”o “aggiungere ( a meno che non sia realmente necessario), bensì “migliorare”o “ re-inventare” gli spazi attraverso la qualità del Progetto e del Piano. Per raggiungere questi obiettivi, ci vuole una consapevolezza culturale, morale e politica nuova del ruolo del Paesaggio nella società contemporanea, proprio come avvenne nel Rinascimento, quando i vecchi mecenati seppero finanziare e realizzare progetti che, nel corso dei secoli successivi, sono divenuti iconemi universali.

Noi siamo, inoltre, convinti che esistono in Italia, in Europa e nel Mondo centinaia di migliaia di cittadini che “ agiscono” sul Paesaggio, senza attendere le lente e burocratiche decisioni dei vari governi locali o nazionali. Agire sul Paesaggio realizzando, ad esempio, un Giardino, significa “fare Comunità” attraverso un progetto condiviso per  trasformare quello spazio abbandonato o in via di degrado, in modo da consegnare alle future generazioni un territorio più resiliente, più accessibile e più connesso attraverso nuovi sistemi di relazione ecologici, sociali, culturali che migliorano la qualità della vita, la biodiversità e la Bellezza nelle nostre Comunità.

 

Landscape First si propone di avviare questo percorso culturale, sociale e politico tra i cittadini,

siano essi dotati di conoscenze di base, di esperienze concrete, di culture professionali ed esperte,di visioni artistiche e performanti la bellezza del paesaggio e la tutela e valorizzazione dei Beni comuni del territorio.

Landscape First si propone di far dialogare le varie e articolate esperienze sociali esistenti nei vari territori; intende valorizzarne la diffusione culturale e progettuale; vuole, per quanto possibile, costruire un “ archivio” di progetti sull’architettura del paesaggio e del giardino, in modo da disseminare le esperienze più significative.

Landscape First si propone di diventare uno “ spazio aperto” di dialogo e confronto tra culture sociali e progettuali diverse nel campo del Paesaggio e dell’Arte pubblica e civica, esistenti in campo europeo e internazionale, caratterizzate dalla loro capacità di comunicare innovazione, creatività e partecipazione.

 Enrico Falqui, Direttore del Blog “Landscape First”

Foto: Flavia Veronesi