L’associazione Art & jardins – Hauts-de-France ha realizzato 15 Giardini che celebrano la Pace per il centenario della Grande Guerra 1914-1918. I giardini si sviluppano nel territorio della Francia del Nord, nella Regione Haute France. Paesaggisti da tutto il mondo sono stati chiamati a realizzare un giardino della memoria per i propri caduti. Viene qui presentato il progetto della squadra di progettisti formata da Lorenza Bartolazzi, Luca Catalano e Claudia Clementini. Il Giardino della Pace Italiano, 592, onora i soldati italiani caduti durante la terribile battaglia per la riconquista del Chemin des Dames. Ringraziamo i progettisti per il materiale fornitoci per questo articolo [ITA/ENG].

[ITA] Il progetto intende valorizzare la topografia del sito, prodotta dai bombardamenti, che oggi presenta numerose lacune del suolo, nella forma di crateri di varia estensione e profondità, segni tra i più significativi della drammatica memoria di questo teatro di guerra. Al contempo si riconosce un valore nel sistema naturalistico che nel tempo trascorso dagli eventi bellici ha in parte riconfigurato il sito: da qui la volontà di mettere a reazione la morfologia del terreno con le qualità del bosco, in particolare i suoi caratteri più effimeri e variabili, legati ai cicli delle stagioni.

Gli avvallamenti sono perciò ricoperti da un telo bentonitico, che ne ricalca fedelmente la forma concava. I crateri tenderanno perciò a trattenere l’acqua superficiale e, dopo le piogge o dopo lo sciogliersi della neve, diventano dei piccoli bacini d’acqua, come lacrime su cui si riflettono gli alberi circostanti, il cielo, i visitatori. L’interazione con i cicli stagionali si realizza anche nella relazione con la vegetazione: il telo che è composto da tre strati – telo, un film di argilla, tessuto non tessuto – ostacolerà l’attecchimento delle erbe di sottobosco, rimanendo così riconoscibile la loro qualità di interruzione o cicatrice nel terreno originario, che subito fuori di esse si lascia colonizzare dalla vegetazione.

Questo contrasto introduce una riflessione sulle diverse qualità del tempo: da un lato il tempo della memoria, della permanenza, dell’immutabilità di eventi irrevocabili, dall’altro il tempo della vita biologica, dei fenomeni naturali, delle stagioni, che parlano di rinascita ma anche del valore dell’istante, della misura effimera dell’esistenza.

Il secondo elemento del progetto è costituito da una trama regolare di paletti che si sovrappone alla topografia e si mescola con il ritmo degli alberi seguendo un pattern geometrico basato su una rigida maglia quadrata. Questi cippi – paletti alti circa 65 cm, del diametro di 6 cm – sono pali che rievocano lo schieramento di un battaglione, dando misura allo spazio e rendendo percepibile la presenza massiva degli eserciti.

Si vuole suggerire il ricordo dei singoli individui che hanno combattuto su questo campo e al contempo il loro confondersi con il bosco cui appartengono. I paletti in legno infissi nel terreno sono un elemento già presente sul sito. La testa è stata dipinta di rosso. Affiancano i paletti lungo la griglia dei tulipani rossi (Tulipa ‘Big Chief’), il cui numero è di 592, un numero simbolico, in ricordo dei 592 italiani sepolti nel vicino Cimitero di Soupir.

Il terzo elemento del progetto è una fitta trama di fioriture, che nella quasi totalità sono formate da piante geofite. Bulbi di tipi differenti sono stati posizionati secondo un disegno a macchie, queste ulteriori fioriture tenderanno con il tempo a naturalizzarsi ed entrare a far parte del sottobosco (Muscari, Anemone e Viola).

Il giardino quindi si modificherà nel corso delle stagioni, accendendo e spegnendo i diversi livelli: l’acqua, i bulbi, le fioriture, i fogliami. L’unico livello che resta sempre presente sarà quello della memoria dei 592 caduti.

[ENG] The project intends to enhance the topography of the site, produced by the bombing, which today presents numerous gaps in the soil, in the form of craters of various extension and depth, among the most significant signs of the dramatic memory of this war theater. At the same time, a value is recognized in the naturalistic system which from the war time has partially reconfigured the site: hence the desire to react the morphology of the soil with the qualities of the forest, in particular its more ephemeral and variable characters linked to the cycles of the seasons.

The valleys are therefore covered by a bentonite sheet, which faithfully follows the concave shape. The craters will therefore tend to retain the surface water and, after the rains or after the melting of the snow, they become small water basins, like tears on which the surrounding trees, the sky and the visitors are reflected. The interaction with the seasonal cycles is also achieved in the relationship with the vegetation: the sheet which is composed of three layers – sheet, a clay film, non-woven fabric – will hinder the rooting of the undergrowth grasses, thus remaining recognizable their quality of interruption or scar in the original soil, which immediately outside them lets itself be colonized by the vegetation.

This contrast introduces a reflection on the different qualities of time: on the one hand the time of memory, permanence, the immutability of irrevocable events, on the other the time of biological life, natural phenomena, seasons, which speak of rebirth but also of the value of the instant, of the ephemeral measure of existence.

The second element of the project consists of a regular weave of poles that overlaps the topography and mixes with the rhythm of the trees following a geometric pattern based on a rigid square mesh. These memorials – stakes about 65 cm high, with a diameter of 6 cm – are poles that evoke the deployment of a battalion, giving measure to the space and making the massive presence of armies perceptible.

They want to suggest the memory of the individual soldiers who fought on this field, at the same time their confusion with the wood to which they belong. The wooden stakes fixed in the ground are an element already present on the site. The head was painted red. Red tulips (Tulipa ‘Big Chief’) flank the stakes along the grid, whose number is 592, a symbolic number, in memory of the 592 Italians buried in the nearby Soupir Cemetery.

The third element of the project is a dense weave of blooms, which are almost entirely made up of geophyte plants. Bulbs of different types have been positioned according to a spot pattern, these further blooms will tend to naturalize over time and become part of the undergrowth (Muscari, Anemone and Viola).

The garden will therefore change over the seasons, turning the different levels on and off: water, bulbs, blooms, foliage. The only level that remains ever present will be the memory of the 592 fallen.

  • Project: 592 – Giardino della Pace Italiano
  • Designers: Lorenza Bartolazzi, Luca Catalano, Claudia Clementini
  • Location: Craonne, Chemin des Dames, France
  • Year: 2018
  • Artistic direction: Gilbert Filinger
  • Construction: Nathalie Vallée, Gaël Chabin, Severin Leborgne
  • Realization: Atena Paysage
  • Photo credits: © Gaël Chabin, James Basson, Thilo Folkerts, Anselme Richalot