Protagonisti di pellicole hollywoodiane, ispirazione di leggende orientali ed eroi dei romanzi di matrice nord-europea, gli architetti paesaggisti sono i nuovi rappresentanti in gran parte del mondo di una professione capace di muoverne le economie più sostenibili.

Se l’Arte dei giardini ha una storia con radici profonde in Italia, l’interpretazione più recente del Landscaping, come premiato ogni anno dall’ASLA – American Society of Landscape Architects – ci regala il sogno di potere ambire a nuovi spazi verdi di grande valore artistico e semantico, capaci di rispondere alle urla della crisi contemporanea con soluzioni di design a costi contenuti.


Brooklyn Bridge Park, Brooklyn, New York
tra i migliori progetti di architettura del paesaggio negli Stati Uniti del 2018

La disciplina dell’Architettura del Paesaggio nel nostro Paese è un settore di studio accademico piuttosto recente, che da circa 20 anni offre una diversa prospettiva agli appassionati di quella architettura che deve fare i conti con i problemi della Millennial Generation.

In gran parte dell’Italia le amministrazioni pubbliche, e più in generale il mondo politico, sono lontani dall’investire tempo e denaro in progetti tanto “ambiziosi” quanto necessari, ma la Generazione Y dei Millenials è ormai pronta a sfondare ogni portone.

Infiniti gli esempi internazionali; nel 2018 il nuovo allestimento del padiglione della Serpentine Gallery, nel giardino londinese di Hyde Park, è stato affidato all’architetto messicano Frida Escobar, una giovane donna di “soli” 39 anni.

Ma parrebbe che anche il mercato nostrano sia partito. Associazioni, enti, imprese e privati lungimiranti hanno già riconosciuto negli strumenti dell’Architettura del Paesaggio le chiavi di accesso alla gestione dei rischi ambientali, al miglioramento della qualità della vita e al consenso di lavoratori e popolazioni locali, consacrando questo settore di studio come ambito professionale di successo.

Qual è il valore aggiunto a discipline già consolidate come l’urbanistica, l’ecologia o le scienze agronomiche (e tante altre)? La capacità di sintesi del progetto, il lascito della bellezza di un luogo in rapporto alla sua funzionalità, la formulazione di un’idea semplice quanto efficace.

White Colours – Quasar Design University di Roma al Festival de Chaumont Sur Loire 2016/17

Non servono allineamenti territoriali leggibili solo da Marte, figure architettoniche degne di una composizione lirica barocca e autografi di personaggi più o meno noti, bisogna soltanto leggere con attenzione le vocazioni del sito, pulirlo dal superfluo e farne emergere con grazia le sue potenzialità; non c’è motivo di imprimere il proprio nome, piuttosto la volontà di leggere nel tempo centinai di nomi, che ne avranno calpestato i suoli e condiviso messaggi e momenti.

White Colours
Quasar Design University di Roma al Festival de Chaumont Sur Loire 2016/17
 

Articolo e foto di Cristiana Costanzo