“Il Paesaggio è un momento, catturato entro il cielo perenne della Natura,una successione infinita di scene continuamente mutevoli.”

Tra alcune settimane si svolgerà a Venezia una conferenza internazionale, (16 novembre) alla quale parteciperà il più famoso paesaggista dell’America Latina ,Juan Grimm.Negli ultimi 30 anni, ha progettato numerosi giardini e spazi pubblici in Cile, Argentina, Perù e Uruguay, e attualmente sta lavorando a una serie di progetti su larga scala nel suo paese natale, il Cile. 
Proprio alcuni mesi fa, è uscito uno splendido libro, “Juan Grimm”, che ci presenta l’opera di questo Maestro del Paesaggio, durante la sua vita, raccontando in prima persona come pensa e come progetta il paesaggio, quali sono le sue fonti di ispirazione, lo scopo artistico di ciascun progetto, le storie e le vicende che stanno dietro ad ognuno dei suoi progetti e come essi si sono evoluti nel tempo. 
Grimm dichiara esplicitamente l’influenza che hanno esercitato su di lui, grandi paesaggisti del passato, quali Roberto Burle Marx e Oscar Prader. Con semplicità e schiettezza, il grande Maestro cileno ci confida:
” Sono paesaggista grazie al grande amore che ho per la natura. La natura informa tutto ciò che io faccio… Creare un giardino è sempre artificiale, ma il progetto di un giardino dovrebbe essere qualcosa più di una collezione di piante;.. Il contesto è tutto. Io devo avvicinarmi, toccarlo, tenerlo sempre presente. La prima cosa che faccio quando visito un sito è di osservare la sua relazione con il paesaggio circostante. Io incorporo gli elementi preziosi e nascondo quelli indesiderati, e nascondo i bordi della proprietà, in modo che il giardino non abbia limiti.”
Grimm presta molta attenzione a come le piante crescono e si propagano in natura prima di includerle in un giardino. Dice l’Autore: ” ..Ho osservato come crescono gli arbusti in natura, il loro ordine naturale in torrenti e valli e come compongono un paesaggio con i loro volumi, colori, trame, luci e ombre”.
La lettura del libro diventa estremamente interessante perchè il Maestro spiega come gli studi che accompagnano il processo progettuale non sono solo di natura estetica, poichè la sua principale preoccupazione è quella di rendere ancora più sostenibile la vita e lo sviluppo nel tempo del giardino: “…Gli arbusti autoctoni, ad esempio, in particolare quelli che tollerano la siccità, sono utili in parchi con vaste aree di terreno povero, senza irrigazione”.

La bellezza dei Giardini di Grimm ci rivela un segreto del Maestro, la cui esperienza di vita condiziona profondamente il suo lavoro: secondo lui, la ricerca del Garden Designer del 21 ° secolo consisterà nel saper usare il giardino ” come luogo per raccontare narrazioni sociali o culturali o usarle ” come uno specchio con cui osservare lo stato del nostro pianeta, la sua natura, la sua urbanità.” 
Per realizzare questo compito, Juan Grimm sceglie un dispositivo seminale e duraturo. Semplicemente estrae il meglio che c’è nella natura sulla quale mantiene una lente d’ingrandimento che, trasferita nei progetti dei suoi giardini, ci rende impossibile dimenticare quel che distruggiamo o perdiamo, senza sentirne una avvincente nostalgia. Grimm, nelle sue opere rappresentate in questo splendido libro, fa appello alla nostra affinità genetica con il paesaggio e con i cicli naturali che nutrono il nostro Pianeta . Dice Grimm: “Il giardino classico non è più un punto di riferimento; In diversi paesi, c’è un forte impulso a salvare i valori e la vegetazione nativa . Un libro prezioso scritto con uno stile narrativo coinvolgente, ricco di idee ed ispirazioni innovative.

Parque Lagunas San Nicolas – Jardin Rincoret – Parque Soza