Bernard Lassus, con due grandi progetti raggiunge apici di creatività mai visti, lotta contro un inconsulto inerbimento forzato delle città e degli edifici, attuato non per amore della natura, ma come rigore ecologista portato agli estremi. Il giardino Sospeso di Colas e il Buisson Optique, a Boulogne (Parigi), sono al limite fra opera d’arte contemporanea e giardino, istallazione e luogo ricreativo.

Il primo intervento è diviso in tre sezioni che rappresentano l’andamento stagionale della natura, nei quali quest’ultima viene “tenuta in sospeso” dalla materia, essendo tutta la vegetazione realizzata in plastica o resine, dai variegati colori.

Vengono ripresi elementi del giardino classico, quinte vegetali che diventano raffinati intagli che con la luce giocano a creare un’atmosfera di mistero, al di là della natura e della cultura. Tutte le prospettive vengono annullate o amplificate, a seconda della composizione dei piani: annullate quanto gli alberi sottili sono appoggiati ai muri, gialle e rosse silhouette su sfondo blu; amplificati quando i finti rampicanti che al visitatore sembrano arazzi mascherano i percorsi, si sovrappongono e svelano nuovi punti di vista, creano luoghi appartati, nascosti.

Con il Buisson Optique, Lassus, raggiunge pienamente lo scopo prefissatosi, quello di creare un luogo di gioco visivo, non percorribile ma dalla trama così fitta che confonde l’occhio e la mente.

Sottili linee dai mille colori corrono parallele portando fra di esse delicate piantine fiorite; queste a loro volta si mescolano al colore puro delle linee, in modo tale che sia difficile discernere fra la natura e l’artificio.

Proprio questa è l’idea che intercorre nei due progetti, ossia porre uno sguardo verso il mondo naturale e la sua bellezza, comprenderlo, ed elevarlo grazie all’intervento artistico – paesaggistico (sono evidenti infatti gli influssi astrattisti e dell’arte cromatica, dove l’opera si compone di figure pure, di segni, di linee, e la varietà dei colori stimola la fantasia dell’osservatore) ad una nuova essenza, più pura, limitando l’inserimento di specie vegetali là dove esse non potrebbero vivere, pur non privando gli ambiti urbani di quella necessaria dose di naturalità che permette il benessere degli individui.

Articolo di Gael Glaudel