Ciò che non è mai mutato nella Storia è l’idea di “Serra” intesa come volontà di ricreare il Paradiso perduto: l’Eden. Infatti, il concetto di serra, inteso come luogo volto a proteggere specie di piante particolarmente delicate e ricreare ambienti di natura edenistica, appartiene all’uomo da sempre.
E’ una pulsione riscoperta anche oggi dall’Uomo Moderno, di fronte alle catastrofi sempre più frequenti generate dai cambiamenti climatici e dalla riscoperta della necessità di riprodurre nella città contemporanea la Bellezza della Natura.
Nell’Ottocento, invece, tanto l’aristocrazia quanto la borghesia coltivavano il collezionismo di piante esotiche, a quell’epoca si prediligevano i gerani, le fucsie, le felci e le palme. Il prestigio si esibiva con grandi orangerie, dove sotto i vetri prosperavano limoni e aranci.Il XIX secolo diviene di fatto, l’era delle grandi costruzioni in vetro e le serre e le verande faranno la loro apparizione nei giardini delle case della borghesia nascente.
Tra il 1874 e il 1905, a Laeken, uno dei sobborghi di Bruxelles dove il Re del Belgio Leopoldo II aveva fatto costruire il castello reale, sorse su un’area di 2,5 ha il più grande complesso di serre esistenti in Europa. Leopoldo II è passato alla storia per la brutalità delle persecuzioni delle tribù indigene del Congo e per la sua avidità. Ma è stato anche un grande appassionato di botanica, la sua collezione di camelie infatti contava più di mille esemplari, oggi ridotte a 300.
Le sette serre furono costruite dall’architetto Alphonse Balat, in collaborazione con il suo allievo Victor Horta. Dalle forme sinuose delle enormi cupole in ghisa, ha preso spunto il nuovo stile del Liberty.La costruzione venne resa possibile dal progresso tecnologico originato dalla prima industrializzazione, con cui si incominciò ad erigere strutture in metallo e vetro e a riscaldarle a vapore; il risultato finale fu questo spettacolare gioiello dell’ Art Nouveau, classificato oggi tra le più grandi serre del mondo. Questo luogo spettacolare è formato da un Giardino d’inverno coperto da una cupola e collegato ad una trentina di padiglioni tramite delle fantastiche gallerie dal cui soffitto pendono fiori di fucsia che caratterizzano perfettamente questi luoghi di passaggio. Il giardino botanico fu concepito e realizzato dal paesaggista inglese John Wills.

Quando ho visitato per la prima volta questo luogo straordinario, durante il mio soggiorno a Bruxelles, ho provato un senso di stordimento, provocato dalla presenza di specie naturali viventi provenienti da tutto il mondo.
La maggior parte delle serre è collegata da numerosi corridoi in cui il visitatore viene affiancato da siepi e composizioni rigogliose. Ora ci sono le fucsie bianche a tendere i propri fiori sopra la nostra testa, poi ci si ritrova tra le felci e le cinerarie, mentre nel corridoio seguente veniamo accolti dai classici gerani, che, in questo caso, sono talmente grandi da formare delle siepi fiorite. La parte da leone la fanno comunque le palme alte fin la sommità della cupola più grande, a diverse decine di metri d’altezza. Sotto di esse fanno bella mostra di sè le yucche e le cycas. La vista verso l’alto è incantevole: l’intreccio dei rami e delle fronde, con l’elegante struttura in ghisa merlettata Sotto le piante delle banane, si estendono delle enormi strelizie fiorite, accanto a loro delle orchidee Cymbidium con tantissimi grappoli fioriti.
Queste Serre Reali, per chi ha la fortuna di visitarle, non sono più un’ostentazione di potere e privilegio,come accadeva nell’800, bensì rappresentano oggi un monito verso l’Umanità: un giorno, non molto lontano, essa potrebbe perdere tutta questa varietà di Bellezza.