In lingua irlandese, Connemara significa “insenature del mare”; è proprio il suo paesaggio a darci conferma di questa definizione, con le stradine costiere che serpeggiano intorno a un susseguirsi di piccole baie e insenature; un ricco forziere di paesaggi sublimi che rimangono per sempre nella mente di qualsiasi visitatore.

Il mio primo viaggio, in quest’angolo di paradiso, coincise con il primo viaggio all’estero di mio figlio, all’epoca un ragazzo di 14anni, già curioso di viaggiare e conoscere il mondo, insieme ai suoi genitori.

Oscar Wilde, irlandese di Dublino definì il Connemara “terra di una bellezza selvaggia”, dove la sua pioggia sottile, mentre splende il sole, mette allegria producendo un senso di leggerezza. Il calore dei suoi abitanti è diretto e immediato e ti porta subito a socializzare, magari a ballare e a cantare con loro, perchè qui la musica è dovunque.

Doveva essere pressoché così anche nel 1852. Mitchell Henry, finanziere di successo londinese, è in luna di miele nel Connemara, con la sua sposa Margaret Vaughan. La coppia sta cenando all’aperto, sdraiata su un prato nella valle di Kylemore; Margaret dice che il posto è bellissimo e che sarebbe meraviglioso poter vivere qui. Tredici anni dopo, forte della promessa fatta dal marito alla giovane sposa, in quel prato, nasce un castello affacciato sulle acque cristalline del lago di Kylemore.

Kylemore Abbey

Un castello di 33 camere da letto, dotato di uno splendido salone per le feste, una biblioteca, un sontuoso scalone di ingresso e uno splendido giardino, accolgono per circa dieci anni Margaret e Mitchell, che nel frattempo avevano dato vita a nove figli.

Ma un destino fatale per Margaret è in agguato; durante un viaggio in Egitto, nel 1875, lei si ammala e dopo pochi mesi, a soli 45 anni, muore. Mitchell straziato dal dolore non può più vivere in quel luogo e, insieme ai nove figli si trasferisce a Dublino. Prima di lasciare Kylemore, Mitchell fa costruire una chiesa come “tributo perpetuo” al loro amore, dove Margaret possa riposare in pace. E’ una chiesa straordinaria, in stile neo-gotico, nella quale, ancora al tempo in cui la visitai, si respirava un sublime silenzio a suggello di un amore divenuto universale.

Large herbaceous borders with a mix of perennials replaced Victorian bedding. Credit: Jason Ingram

Con le sue piccole dimensioni, la delicatezza dei particolari e le incisioni raffiguranti fiori e uccelli, tutto rimanda chiaramente a qualità femminili, che si specchiano nel meraviglioso giardino che la circonda.

Nella piccola cattedrale gotica, straordinari sono i dettagli con i “gargoiles” fatti invece che con i mostri, con angeli che sorridono e all’interno con colonnine di marmo verde del Connemara, rosa del Cork e nero di Kilkenny.

La tenuta acquistata da Mitchell, che circonda il castello, è di circa 4000 ha, parte della quale è occupata oggi da un meraviglioso sistema di boschi, poiché Henry, al momento della costruzione del castello, aveva fatto piantare circa 300.000 alberi.

L’altra parte della tenuta è costituita da pascoli frequentati dalle celebri pecore nere del Connemara e da cavalli bianchi e neri lasciati allo stato brado. Quando la famiglia Henry viveva qui gli uomini si dedicavano alla caccia, alla pesca e alle escursioni a cavallo, le signore facevano passeggiate lungo il lago e all’interno dello scenografico e romantico Giardino, il Victorian Walled Garden, circondato da mura e progettato con schemi geometrici formali.

Il Giardino,oggi il più grande d’Irlanda, è costruito su un pendio rivolto a sud,  gode di un’ ottima esposizione al sole e il ruscello di montagna che scorre al suo interno fornisce l’acqua necessaria per le diverse colture.

Nelle 21 serre del lato nord, riscaldate con un sistema di tubature, ai tempi di Mitchell e Margaret, crescevano frutti esotici come banane, meloni, uva e fichi. Davvero esclusivo poter gustare banane nel 1870 in Irlanda, oggi purtroppo non più. Nel 1910 muore anche Mitchell e le sue spoglie vengono trasferite nella chiesa di Kylemore accanto alla tomba della moglie.

Nel 1920 il Castello e l’intera proprietà di Kylemore furono vendute a un nucleo di suore benedettine venute dal Belgio, alla fine della prima guerra mondiale, perché fuggite dai bombardamenti con gas tossici che sconvolsero la città di Ypres, che le ospitava durante il loro servizio di assistenza ai feriti in trincea. Un atto d’amore e solidarietà verso le suore “profughe” dalla guerra, è stato l’estremo dono che Mitchell e Margaret hanno “voluto” lasciare in eredità agli “angeli di Ypres”.

Oggi, le suore benedettine gestiscono il castello e sorvegliano che la manutenzione del Giardino Vittoriano sia effettuata in modo scrupoloso e puntuale. La Bellezza che illumina questo giardino è abbagliante, perché ogni pianta, ogni albero, ogni semina floreale è ispirata da una struggente immagine di armonia e da un rigoglioso flusso da amore che, dall’epoca della morte di Margaret e Mitchell non si è mai interrotto e si è trasferito nel paesaggio di questo giardino.

Così che quando, insieme a mio figlio e mia moglie, lasciai Kylemore, immergendomi nel Connemara orientale, del Luogh Corrib e del Lough Mask, scoprii il segreto dell’amore di Margaret e Mitchell, custodito nei suoi paesaggi: il Connemara riesce a far cantare il tuo cuore e far scomparire il resto del mondo. È l’Irlanda rurale nel suo massimo splendore: passeggia nella natura e assorbi la sua vera essenza. 

Articolo di Enrico Falqui