Di ritorno da un lungo soggiorno a Glasgow per motivi di lavoro, nel 1999, mi fermai a Barnsley, a circa mezz’ora di auto a nord di Sheffield, nel Gloucestershire tanto celebrato dalla letteratura inglese. Da pochi anni era uscito nelle librerie un capolavoro dell’arte del giardino inglese, “Making of a Garden, di Rosemary Verey, che spiegava i segreti della realizzazione e manutenzione del Giardino di Barnsley, dove lei abitava da sola, dopo la morte del marito avvenuta nel 1984.
Rosemary Baird Sandilands aveva sposato David Cecil Verey, architetto, nel 1939, abbandonando gli studi di economia all’Università, trasferendosi nella dimora di Barnsley, all’epoca una bella vecchia canonica costruita in pietra di Cotswold.
Studiosa e perfezionista, iniziò a leggere molto, collezionando rare edizioni di solito viste solo nel British Museum o nella Lindley Library della Royal Horticultural Society. Il suo lavoro di riprogettazione del giardino e del parco circostante, iniziò nel 1950, dopo una visita del celebre architetto paesaggista Percy Cane che , insieme al marito David ,dettero dei suggerimenti per il progetto. Ma l’unica idea che prese da Cane fu quella di includere nel progetto tante lunghe e diverse prospettive, in modo da far percepire al visitatore il senso della scoperta di tante viste sorprendenti. 
Rosemary Verey, accolse me e gli altri visitatori nella sua splendida magione di Barnsley, con un particolare e gioioso humour britannico, dispensando rassicuranti sorrisi e indicazioni per tutti. Il giardino, sebbene non grande, meno di tre acri (1,2 ettari), nasconde molte piante esotiche inaspettate. “Cos’è questo?” – È una pianta del Getsemani sul Monte degli Ulivi. 
“E questo?”- Dal giardino di Monet a Giverny. “E quel tempio in stile greco?” – L’ha portato mio marito, l’aveva trovato abbandonato, smantellato e ricostruito nel nostro giardino.” Dal 1970, data in cui è stato aperto al pubblico, il giardino di Barnsley è frequentato da 50.000 visitatori l’anno.
Rosemary Verey è stata l’ultima delle grandi leggende del giardino inglese e, benché avesse abbracciato il giardinaggio in tarda età, aveva rapidamente raggiunto una grande fama internazionale. Sebbene autodidatta e professando, in un primo momento, di “conoscere molto poco del design”, Rosemary aveva abbracciato i trionfi stilistici del XVI e XVII secolo, creando un giardino vicino alla casa e un orto in stile potager, separato dal giardino principale da uno stretto vicolo che un tempo era la strada principale di Barnsley . Rosemary aveva l’abilità di fondere antichi motivi di design con quelli più recenti e di farli propri. Ad esempio, il potager è stato ispirato dagli enormi orti ornamentali del castello di Villandry, nella Valle della Loira, mentre il Bodnant Garden (Galles) aveva fornito il materiale di base per un’altra delle caratteristiche iconiche di Barnsley, l’arco del maggiociondolo (laburnum anagyroides).
Il giardino di Barnsley ha un forte design strutturale; il suo sapore seicentesco si combina con una piantagione piuttosto grande, in stile cottage – strati di alberi, arbusti, piante perenni e bulbi meticolosamente esposti in una serie di sequenze di colori stagionali. Ci sono tutti gli ingredienti di un abile design da giardino, con viste assiali accuratamente manipolate e panorami di statue e templi, e piante che giocano importanti ruoli architettonici nel giardino, passando dall’ombra screziata alla luce del sole e ritornando all’ombra dell’inizio del tour. Avendo predisposto il concept del giardino con le proprie idee, le piantine da infiorescenza di Rosemary sono diventate un’opera geniale, addolcendo ogni tendenza all’eccessiva formalità, concentrandosi sugli effetti prodotti da arazzi di colore e dai penetranti profumi. Aveva un occhio impeccabile per il colore, “una capacità di ricamare l’oro contro il viola” e amava ripetere che “puoi simboleggiare l’universo in pochi metri quadrati.” E quando le chiedevano se lei si considerava una giardiniera minimalista, rispondeva negativamente, affermando che “ogni giardino dovrebbe avere uno spazio dove poter camminare e sedersi e sentirsi soli con la natura … un posto tranquillo e ombreggiato, con sentieri segnati tra alberi e arbusti ornamentali e fiori che punteggiano l’erba “.
Quando ci salutò dopo la visita al suo straordinario giardino, ci raccomandò di ricordare che “una delle chiavi per vivere bene è coltivare e mantenere una passione e una curiosità intellettuale per tutta la vita.


Barnsley

Rosemary Verey