Quando diciamo “castello”, la fantasia porta ad evocare un universo fantastico e meraviglioso popolato di dame e cavalieri, di assedi e di duelli, di amori e delitti, storie e leggende; nelle pietre dei castelli e nei giardini che li circondano sono incisi secoli di storia. 
Ho sempre pensato che Walter Scott, inventore del romanzo moderno, avesse narrato la storia del leggendario Rob Roy per far diventare il paesaggio delle Highlands scozzesi un patrimonio di valore universale.
Proprio nello stesso periodo, un architetto scozzese, William Bruce, reduce dai viaggi del Grand Tour, introdusse nella progettazione dei giardini, appartenenti ai castelli dei signori delle Highlands, lo stile formale dei giardini europei.
Il primo libro sistematico di giardinaggio fu pubblicato in Scozia nel 1683, e l’autore, John Reid, aveva iniziato le sue pratiche, proprio nei giardini del Castello di Drummond. Esso si trova a circa cento chilometri a nord di Edinburgo, costruito in stile gotico su uno sperone roccioso, da cui si domina il paesaggio straordinario del Perthshire, descritto da Walter Scott in alcuni dei suoi romanzi.
I giardini a terrazza del castello,furono realizzati intorno al 1630, ma la composizione a croce di S. Andrea risale al XIX secolo. Nel1745 i Giardini vennero abbandonati e vennero ristrutturati in epoca Vittoriana; successivamente, subirono ulteriori modifiche anche nel XX secolo.
Disposto con letti a cassettoni a forma di croce di Sant’Andrea, con una meridiana del XVII secolo al centro, il design classico del giardino è punteggiato da tassi topiati, cipressi e allori. 
Alberi e arbusti scolpiti, rocce levigate e aiuole disegnate con cura, formano uno splendido quadro ordinato intorno a un quadrante solare: stare dentro questo giardino, come accadde a me quando lo visitai alcuni anni fa, produce un benefico effetto terapeutico, che si accresce in rapporto alle variazioni di luminosità nel corso della giornata o delle stagioni. Il colore autunnale deriva dal fogliame scarlatto e giallo d’acero, ora disseminato di tappeti infuocati sotto gli alberi, con sottili sfumature viola che emanano dal fogliame rotondo e viola del Prunus “Pissardii”. Le aiuole multicolori, che ti circondano, sono un perfetto esempio della tradizione dei giardini dei “coloristi” scozzesi, mentre la scelta formale della croce di S.Andrea, che caratterizza anche la bandiera scozzese, è altamente simbolica. Essa intende manifestare, anche nella pratica dell’arte dei giardini, un’idea di indipendenza dalla tradizione anglosassone. 
L’idea di disegnare il paesaggio nel giardino è essenzialmente francese; tuttavia, Drummond è un giardino eclettico nel quale è radicato anche lo stile italiano con le sue fontane, i terrazzamenti e le statue. Drummond testimonia, oggi, come l’arte dei giardini, nella sua evoluzione storica, abbia oltrepassato i confini degli Stati nazionali e ci abbia lasciato un patrimonio comune, arricchito di tante diversità stilistiche e formali, che caratterizzano
una nostra “vera” identità europea.