La Bretagna è una regione francese piena di preziose sorprese per chi ama il paesaggio, la natura e la storia sociale di questi territori.

Castello Harmonie Bleue, Bretagna

A lungo modellato dall’erosione, il paesaggio bretone ha profili addolciti, maturi, caratterizzati dalle brughiere e dai filari di alberi che cingono i campi, creando il tipico paesaggio a “bocage”. Durante la stagione umida, i fossati drenano il suolo, i terrapieni frenano lo scorrimento dell’acqua limitando così il deterioramento e la distruzione della terra coltivabile; le recinzioni proteggono dal vento le colture e il bestiame. Qui, il dialogo tra la natura onnipresente e le trasformazioni lasciate nei secoli dall’uomo, è ancora incredibilmente equilibrato e appagante per i nostri occhi, spesso offuscati dal grigiore delle città caotiche.

Circondati da questo paesaggio e usciti da Rennes, in direzione del Mont St Michel, durante uno dei miei viaggi in Bretagna, mi imbattei, per caso, in una di quelle sorprese che solo questo straordinario territorio è capace di regalarti. Superato un dosso, in prossimità del borgo di Chatellier, all’improvviso, apparve il castello della Follettière, che, in origine, fu il quartier generale del Conte Joseph de Puisaye, che aveva cercato di sollevare le popolazioni dell’Ovest della Francia contro la Repubblica, durante la rivoluzione francese.

Parco Botanico Le Chateaux

L’attuale castello fu costruito tra gli anni 1830 e 1854, su iniziativa di Jean-Marie Frontin Buffards, ex capitano della Guardia Imperiale, veterano di varie campagne napoleoniche, onorato con il titolo di cavaliere. La nuda architettura, ereditata dal XVIII secolo, ricorda quella delle grandi malouinières segnate da simmetria e luce. Alla fine del XIX secolo, Martenot, allora architetto della città di Rennes, apportò alcune modifiche alla distribuzione dei pezzi e perfezionò l’arredamento dei due ingressi. Il castello fu abbellito con un parco all’inglese, in voga alla fine del XVIII secolo, disegnato e in parte realizzato da Fontaine, maestro-terrassier, intorno al 1850. I dintorni del castello e dei massicci del parco sono piantati con cedri del Libano, abeti e abeti rossi, le palme completano il tocco esotico essenziale per i parchi in voga in quel periodo.

Parco Botanico Le Chateaux

Dopo un lungo periodo di abbandono, la proprietà venne riabilitata. Dal 1995 sono stati progettati sedici giardini, che si aggiunsero agi altri otto precedentemente realizzati. 

Il parco botanico dell’Alta Bretagna mi apparve come una fonte di emozioni creata dalla diversità di piante provenienti da tutto il mondo temperato, dalle associazioni di forme e colori, che gli anni hanno il compito di purificare, dalle sorprese, dai profumi, dai canti delle cascate, degli uccelli e delle rane, dalla bellezza di un sito da dove emerge, sopra il fogliame dei faggi, il campanile del villaggio di Chatellier.

Parco Botanico Le Chateaux, Le jardin perse

Questo parco di 25 ettari, acclimatizza le essenze dei diversi continenti in 24 giardini tematici, ispirati da poesie, da ricordi di viaggio dei vari proprietari del castello, e dalla storia dell’arte dei giardini. Ogni tema è stato scelto per essere in perfetta armonia con l’ambiente dello spazio paesaggistico. Nel momento stesso in cui lo si varca, il Giardino delle Mille e una Notte, accarezzato dalla musica dell’acqua, dai colori dei fiori e dalle fragranze, risveglia tutti i nostri sensi. Celato da un filare di tre cipressi, un varco nel muro dell’antico orto permette di accedere alla Città Vecchia, che inscena un’ architettura greco-romana, il cui muro di chiusura fa rivivere i giardini omerici, le cui colonne classiche sono decorate da rosai rampicanti, mentre l’hortus fa rivivere i giardini chiusi del Medioevo.

Il giardino della città antica

Odeon seminati di Iris e labirinti giocosi, come quello dedicato alla città di Cnosso, decorato con 480 varietà di camelie, ricordano i percorsi iniziatici. Il tutto in un’area in cui predomina il verde dei viali ricoperti, sempre e ovunque, da un tappeto erboso. Seguendo questo percorso si offre alla nostra vista, da un lato, il nuovo “Giardino segreto”, abbellito da due terrazze, che ricordano le figure istruite di Villa Lante, vicino a Roma , e dall’altro quella di un bacino, in cui vi si trovano splendidi fiori di loto rigogliosi, grazie alla sorgente cristallina, fiancheggiata dalle molteplici sfumature di blu, al di sopra delle quali si innalzano tre piramidi ricoperte di bambù nani.

Il Viale delle rose antiche conduce alla Valle dei Poeti, dove si trovano vasche, ponticelli, tappeti di muschio e bouquet selvatici.

Il parco, che possiede oltre 7000 taxa referenziati, ha una collezione molto ricca di piante silicee particolarmente adatte: camelie, magnolie, rododendri, kalmie, ortensie, cornus, styrax, stewartias, aceri giapponesi. Camminando lungo i vari percorsi che permettono l’accesso ai vari giardini, si avverte la sensazione di proiettarsi in un viaggio nel tempo, che risale fino ai nostri giorni, in un tripudio di luci, ombre, colori.

Ricordo ancora l’adrenalina da cui fui assalito, durante l’inaspettata scoperta di questo spazio di pace, dove Tutto, annotai nel mio diario di viaggio, “è ordine e bellezza, calma e voluttà, lusso ed eleganza, quasi ad evocare oggi un’ Età dell’Oro perduta, un’armonia superiore della Creazione.”

Il Parco botanico dell’Alta Bretagna, spazio aperto alla bellezza disarmante del paesaggio bretone, è un invito alla passeggiata e alla meditazione. L’immersione percettiva del visitatore nei vari Giardini, provoca una tensione di conoscenza e una continua sollecitazione emotiva.

I Giardini sono suddivisi in maniera da rappresentare, nei giardini dell’”Arcadia”, la genesi del giardino, in quelli “romantici”, la rassegna storica delle prime impiantazioni volute dal primo proprietario, in quelli del “crepuscolo”, le emozioni della fine della vita.

I 24 giardini offrono la meraviglia della rinascita nel mese di aprile, la magia dei colori, a maggio, la più grande fiera di rododendri nel mese di giugno, il fascino delle rose antiche nel mese di luglio, il fascino con le ortensie blu, nel mese di agosto , l’alchimia della luce, a settembre, il romanticismo del paesaggio e in ottobre e novembre, l’incendio del fogliame.

Questo viaggio nel tempo e nello spazio può continuare nella terra del Sol Levante, nel giardino Zen, sobriamente disegnato o nel giardino del Tè, che invita al silenzio.  Ovunque si può tessere una connivenza con l’artista della natura che sa fermarsi nel vuoto della Valle dei Poeti, nella ritirata delle piante o sul bordo dei dischi stellari del Giardino delle stelle. 

Giardino delle Stelle

Un’immersione nel colore e nei profumi nel cuore di un parco “florilegio”, nel senso proprio che combina scenari naturali, creazione estetica e cultura umanistica. Lungo un sentiero, prima di uscire dal parco, osservai una scritta incisa su una pietra: “I profumi, i colori, i suoni si rispondono, sempre.” Baudelaire

Articolo di Enrico Falqui