di Iulian e Isabel Bannerman
Pimpernel Press Limited, London,2016


Questo libro, sontuoso per le straordinarie fotografie che contiene, è un portale aperto verso un mondo da sogno di evasione, incantevole e magico. Potremmo vivere in un’era completamente digitale, ma ancora non c’è nulla di simile ai piaceri duraturi che si possono provare, gustando un vero libro di giardinaggio, quale quello che Iulian e Isabel Bannerman hanno offerto a tutti quei lettori o a coloro che, nell’operare professionale quotidiano, subiscono il fascino antico del Giardino- paesaggio.

Il duo di designers britannici, che progettano giardini dal 1983, sono stati considerati dalla critica artistica nel loro Paese, come i più autentici eredi del lavoro di William Kent, il più brillante ed eccentrico designer inglese del tardo barocco. Il pittore e architetto inglese, a metà del XVIII secolo, fu il principale esponente della nuova tendenza del giardino “pittoresco” o giardino paesaggistico, il cui primo progetto venne realizzato nell’Oxfordshire, il Rousham Garden. ‘Isabel e Julian Bannerman sono stati descritti dalla critica britannica, come “anticonformisti, toccati dal genio che crea la magia nel loro giardino”; il loro approccio al design, radicato nella storia e nella tradizione classica, è fresco, eclettico e sorprendente.
Il libro ci spiega il loro metodo di lavoro e l’approccio interpretativo rispetto al luogo di progetto; La loro risposta a un dato sito si basa sull’osservazione di ciò che trovano, cercando sempre di vedere un livello diverso, plasmato dal fascino vivace e creativo del mondo naturale e dalla re-interpretazione della storia dell’intervento umano in quel mondo. Appassionati non solo di piante e giardini, ma anche di strutture costruite e di un paesaggio a scala più vasta, sia esso di tipo urbano o suburbano, agricolo e paludoso o boschivo, Iulian e Isabel, in questo libro, ci spiegano l’importanza di utilizzare i materiali più semplici e familiari. Scritto con uno stile letterario brillante e vivace da Isabel, il libro ci narra il lungo “racconto” dei loro progetti nel corso degli ultimi trent’anni : quelli più famosi, quali il giardino commemorativo britannico dell’11 settembre a New York e i giardini per il principe di Galles a Highgrove e al castello di Mey, quello di Lord Rothschild a Waddesdon Manor,o quello per il duca e la duchessa di Norfolk al castello di Arundel nel Sussex e, infine, quello per John Paul Getty II a Wormsley nel Buckinghamshire.

Foto di Isabel Bannerman and Dunstan Baker

Tuttavia,il palinsesto del libro contiene anche altri loro progetti, grandi e piccoli, dal loro Chelsea Garden, realizzato nel 1994, vincendo il premio della Gold Highgrove Stumpery , ai loro amati giardini di Hanham Court e, più recentemente, ai giardini nel castello di Trematon in Cornovaglia, dove entrambi hanno abitato e vissuto.

Il libro, solo apparentemente, costituisce un prezioso manuale progettuale del giardino, né può essere apprezzato soltanto per i dettagli botanici o per il finissimo design degli autori, Landscape of Dreams è molto più di questo.
Esso parla di passione,di capacità di visione a lungo termine, di impegno nella gestione dei giardini, di ironia e di gusto nel progettare luoghi divertenti e sorprendenti per i visitatori. Il libro costituisce anche una raffinata celebrazione dell’Inghilterra, per l’invenzione di quel paesaggio- giardino che William Kent e Lancelot Brown resero famosi in tutto il mondo. Come una serie di quadri in successione, entrambi utilizzarono la “passeggiata” come espediente per mutare le scene, proponendone variazioni in piano e in altezza. Così che il visitatore poteva sentirsi parte del Paesaggio, in quanto essere naturale e, al tempo stesso, libero artefice della propria esperienza estetica. Infatti, nei giardini di questa straordinaria e affiatata coppia di designers britannici, il “dentro” e il “fuori” sono immaginati come un paesaggio continuo, tra eventi e sorprese: il giardino si fa “scena” attraverso” figure” materiali, interpreti del luogo, proprio come a teatro, e I disegni dei Bannermans diventano “coreografie”, combinano la monumentalità con un umorismo attentamente bilanciato.
Se conoscete l’inglese, vi assicuro è un piacere leggere questo libro, nel quale è contenuto un saggio bilanciamento tra ciò che serve conoscere nella progettazione di un giardino siffatto e ciò che costituisce la “visione” prospettica dei loro Autori, la quale non è mai rimpianto del passato, bensì sguardo rivolto al Futuro.