I lavori di Patrizia Pozzi non hanno una matrice unica, ma sono il risultato della ricerca e dell’attenzione al genius loci. Non appartengono ad uno stile unico, ma si dispiegano con creatività e cura del dettaglio a partire dal sito di progetto. Troveremo quindi un filo comune che li lega, quello dell’amore per la natura (abitata, riscoperta, compresa) e per il tempo, con le sue attese, le sue stratificazioni, la sua memoria. Ringraziamo lo studio di Architettura del Paesaggio Patrizia Pozzi per il materiale fornitoci per questo articolo [ITA/ENG].

[ITA] Il primo progetto si situa in un antico Brolo del ‘600, tra il “Teatro di Verzura del Goldoni”, gli antichi vigneti e la chiesa, dove convivono storia ed enologia di una famiglia che ha saputo sviluppare tecniche di produzione sempre più all’avanguardia.

All’interno del Brolo viene richiesto un nuovo “bosco naturale incantato” utile sia per l’impianto a biomassa sia per la nidificazione e il nutrimento della fauna acquatica che già in parte si proliferava in uno specchio d’acqua adiacente.

La realizzazione del bosco è stata effettuata tramite le “Tecniche di rimboschimento della Forestale”, utilizzando dunque piante molto piccole, a radice nuda, necessarie per la crescita veloce, il ricambio vegetazionale e la produzione di legname.

Il secondo progetto pone le sue basi nell’idea di “Abitare la natura”. Patrizia Pozzi si è ispirata a questo concetto per realizzare un progetto di mitigazione ambientale. È rimasta ore a camminare lungo la spiaggia per capire quali fossero le forze della natura prevalenti: le nuvole bianche che correvano veloci nel cielo, i pini d’Aleppo e le tamerici piegate dal vento, una conchiglia trovata sull’arenile… pochi schizzi: così nacque il progetto.

La forma naturale delle conchiglie a spirale ha generato un’architettura avvolgente, protettiva e legata al paesaggio. Gli alloggi, più o meno inseriti nella sabbia, sono appoggiati, come in natura, su quote diverse e la torre-faro, alta 35 metri, contiene nella sua spirale sale riunioni, un museo e il belvedere.

Pochi i materiali utilizzati: il colore bianco delle nuvole e la sola pietra proveniente dagli scavi e dalle cave limitrofe.

Segue il recupero di un parco storico, che trae ispirazione e titolo dal “Valore del tempo”. In una proprietà storica privata del ‘500 – ‘600, ai piedi del Castello di San Colombano, una strada comunale taglia e separa nettamente il castello dagli edifici sottostanti. Il sito è caratterizzato da un terreno dall’andamento molto ripido e per tale motivo impraticabile.

Dopo avere ascoltato le esigenze dei committenti, hanno studiato il luogo e dopo una attenta pulizia (potature, ecc.) hanno ritrovato l’originale struttura del parco. La natura nel tempo cambia e trasforma i luoghi seguendo i propri ritmi, ma proprio per questa ragione li conserva, e qui cosi è stato, riportando alla luce tesori nascosti.

Il recupero di questo luogo è iniziato dalla ricucitura del paesaggio tra il Castello e gli edifici, successivamente hanno valorizzato le preesistenze (in stato di grave abbandono) e ripensato totalmente il patrimonio arboreo.

Il progetto, condiviso con il cliente, è stato in grado di restituire il sapore di un tempo del luogo, dove la storia aveva lasciato un segno profondo che doveva essere riconquistato.

Infine un progetto di arredo semplice ed originale, realizzato con un materiale delicato e naturale, quasi “Come dei nidi…”. La seduta in salice intrecciato per interni ed esterni prende la natura come fonte di ispirazione, nell’utilizzo di forme e materiali da riproporre nel quotidiano attraverso “il contatto” con i suoi stessi elementi.

[ENG] The first project is located in an ancient 17th century Brolo, between the “Teatro di Verzura del Goldoni”, the ancient vineyards and the church, where coexist the history and enology of a family that has been able to develop increasingly cutting-edge production techniques.

Inside the Brolo a new “enchanted natural woodland” is required, useful both for the biomass plant and for the nesting and nourishment of the aquatic fauna that already partially proliferated in an adjacent body of water.

The construction of the forest was carried out through the “Forestry reforestation techniques”, therefore using very small plants, with bare roots, necessary for fast growth, vegetation change and timber production.

The second project lays its foundations in the idea of “Dwelling in nature”. Patrizia Pozzi was inspired by this concept to create an environmental mitigation project. She spent hours walking along the beach to understand what the prevailing forces of nature were: the white clouds that ran fast in the sky, the Aleppo pines and the tamarisks bent by the wind, a shell found on the beach… a few sketches: the project was born like this.

The natural shape of the spiral shells has generated an enveloping, protective and landscape-related architecture. The lodgings, more or less inserted in the sand, are supported, as in nature, on different heights and the 35 m high lighthouse tower contains meeting rooms, a museum and the belvedere in its spiral.

Few materials used: the white color of the clouds and the stone from the excavations and neighboring quarries.

The recovery of a historic park follows, which draws inspiration and title from the “Value of time”. In a private historical property of the ‘500 – ‘600, at the foot of the Castle of San Colombano, a municipal road cuts and clearly separates the castle from the buildings below. The site is characterized by a very steep and therefore impractical terrain.

After listening to the needs of the clients, they studied the place and after a careful cleaning (pruning, etc.) they found the original structure of the park. Over time, nature changes and transforms places according to its own rhythms, but for this reason it preserves them, and here it was, bringing hidden treasures to light.

The recovery of this place started from the mending of the landscape between the Castle and the buildings, subsequently they enhanced the pre-existences (in a state of serious abandonment) and totally rethought the arboreal heritage.

The project, shared with the client, was able to restore the yesteryear flavor of the place, where history had left a profound mark that had to be regained.

Finally a simple and original furnishing project, made with a delicate and natural material, almost “Like nests…”. The willow seat for interiors and exteriors takes nature as a source of inspiration, in the use of shapes and materials to be re-proposed in everyday life through “contact” with its own elements.

  • 1) Project: Un bosco naturale incantato (Reforestation of the Bagnoli Domain)
  • Landscape designer: Patrizia Pozzi
  • Location: Bagnoli di Sopra, Padua, Italy
  • Year: 2000
  • Area: 55.000 mq
  • Client: Dominio di Bagnoli – Azienda Agricola
  • Photography: © Dario Fusaro
  • 2) Project: Abitare la natura (Landscape and architecture for a new port of oil products)
  • Landscape and architectural designer: Patrizia Pozzi
  • Location: Valona, Albania
  • Year: 2013
  • Area: 60.000 mq
  • Executive project: ENERECO engineering and service
  • Water project and maritime works: IDROTEC
  • Client: Gruppo PIR
  • Photography: © Davide Forti
  • 3) Project: Il valore del tempo (Recovery of the historic park of Villa Mimosa)
  • Landscape and architectural designer: Patrizia Pozzi
  • Location: San Colombano, Milan, Italy
  • Year: 1997 – in progress
  • Area: 12.000 mq
  • Client: Private
  • Consultans: Dott. Ernesto Mistrangelo – agronomist
  • Collaboration: Stefano Castaldi – gardener; Piante Mati e A.M. Casale – green works
  • Photography: © Dario Fusaro
  • 4) Project: Nidi d’uomo (Woven willow seats)
  • Designer: Patrizia Pozzi
  • Year: 2008
  • Producer: Salix di Anna Patrucco