Banco di prova per un design all’insegna della sostenibilità

La Nuova Zelanda è una nazione giovane, ancora alle prese con la definizione di una identità condivisa, orgogliosa della propria fama di terra incontaminata ma allo stesso tempo consapevole della necessità di importanti segnali di rispetto per l’ambiente, di sostenibilità e di uso lungimirante delle risorse. Di questo mix introspettivo nel proprio passato, presente e futuro sembra essere frutto il nuovo waterfront di Wellington, e in particolare il Waitangi Park, che ne costituisce circa il 30% dell’intero progetto. 

Riconnettere con il resto della struttura urbana e con il mare una parte importante della città, per decenni adibita a usi industriali, inventare nuovi spazi per la ricreazione e lo sport per diverse classi di utenza, valorizzare le componenti culturali e naturali della regione attraverso un tessuto narrativo all’altezza delle esigenze e delle aspettative di una giovane e dinamica capitale, da anni ai vertici delle classifiche mondiali sulla qualità della vita: questi gli obiettivi che hanno guidato la progettazione di Wraight Athfield Landscape + Architecture per il Waitangi Park.

Un progetto complesso, supportato dall’adozione di un design innovativo finalizzato alla sostenibilità e alla prevenzione del degrado ambientale, che in quest’ottica ridefinisce e qualifica il rapporto stesso della città con il suo mare. 

Il parco occupa una superficie di quasi 6 ettari e si articola in diverse aree operative e di senso: le promenades, lo spazio multifunzionale centrale che contiene anche un’area giochi e una piastra appositamente progettata per lo skate, il grande prato e una infrastruttura ambientale altamente integrata, il tutto permeato da una forte ispirazione, quasi una sovrastruttura costituita da importanti riferimenti artistici e culturali legati alla storia della Nuova Zelanda, che ne definisce i dettagli e la struttura compositiva.

La strategia WSUD (Water-sensitive urban design), approccio multidisciplinare per l’implementazione del ciclo dell’acqua in ambiente urbano unito a un design di elevate qualità estetiche, si evidenzia in particolare nel recupero e nella valorizzazione per la raccolta e il trattamento delle acque meteoriche del Waitangi Stream, un corso d’acqua interrato da tempo, che ora contribuisce al controllo del run-off e allo stoccaggio dell’acqua per l’irrigazione, prima della sua restituzione al sistema naturale di smaltimento.

Il nuovo impianto di fitodepurazione supporta inoltre un recupero della biodiversità, tramite l’utilizzo di piante native coltivate in zona. La scelta di focalizzare l’attenzione su un design sostenibile porta così non solo un contributo al miglioramento ambientale e della qualità delle acque, ma introduce nuovi elementi di interesse, attrazione e coinvolgimento, generando un luogo dal carattere unico. 

Foto e Articolo di Enrica Bizzarri