Notturno è un giardino rigoglioso in cui le piante, con il loro valore ornamentale e ruolo primario nel ciclo biologico dell’ecosistema terrestre, sono le principali protagoniste. Un progetto di Martina Solli, Stefania Monaco, Mirko Siconolfi, Lorenza Di Marco, un gruppo di giovani progettisti che ringraziamo per il materiale fornitoci per questo articolo [ITA/ENG].

[ITA] In uno spazio definito da quattro pareti perimetrali, perlopiù continue, una fitta vegetazione sciafila è disposta in modo tale da richiamare l’immagine di un bosco. Aceri e ligustri ne rappresentano le piante struttura perché, con il loro portamento ad albero, scandiscono lo spazio nella sua totalità. Piante come l’heuchera e l’hosta, anch’esse bisognose di poca luce, sono variamente combinate a creare un denso e profumato sottobosco ornamentale. Uno strato di pacciamatura naturale mista a terra compone la superficie calpestabile ed induce ad un attraversamento lento dello spazio, volto ad acuire tutti i sensi del fruitore. Le pareti perimetrali e la copertura orizzontale chiudono la vegetazione in un ambiente ombroso, quasi umido, a completamento dell’immagine del bosco.

Silenzio, profumo di terra, aria fresca: Notturno è percorso multi-sensoriale che invita a riflettere sul rapporto tra uomo e natura, vita urbana e vegetazione. È uno stimolo a rinverdire le città per generare un modello di vita urbana salutare, con sufficienti quantità di ossigeno ed aria fresca. Maggiore è il numero di piante, maggiore è la superficie fogliare, maggiore la quantità di ossigeno prodotta. Notturno, quindi, esalta il respiro come atto primo della vita, come scambio reciproco tra gli esseri viventi in cui il ruolo input è svolto dalle piante. È un’enfatizzazione di un’azione che svolgiamo senza neanche accorgercene e che ci accomuna a tutti gli altri esseri viventi.

La delimitazione dello spazio con alte pareti in cartone, chiude la vegetazione in una scatola che, oltre a creare l’atmosfera buia tipica del bosco, lo ridimensiona, attribuendogli i connotati di un giardino. D’altra parte le specie vegetali selezionate ed il loro posizionamento in vasi di colore nero, che accentuano l’ambientazione notturna, sono proprie di uno spazio racchiuso quale quello del giardino. Notturno, quindi, non è solo un bosco, ma anche un giardino, un patio, un terrazzo, un generico spazio verde. Il benessere prodotto dalle piante è applicabile anche a scale più piccole di quella urbana e non è solo di tipo fisico. L’accostamento delle specie seguendo criteri compositivi diversi, legati alle differenti caratteristiche delle piante, infatti, stimola i sensi percettivi di chi le fruisce, generando benessere psichico. Ed è durante la notte, e con il buio che essa porta con sé, che si attenua la vista e si attivano gli altri sensi.

Con questo obiettivo le piante sono state scelte per essere toccate, odorate ed ascoltate, oltre che viste. L’Hydrangea paniculata, ad esempio, è una sciafila particolarmente profumata; l’Hosta ‘Undulata’ è caratterizzata da grandi foglie dalla consistenza setosa; la forma lanceolata delle foglie dell’aspidistra ne provoca, con una folata di vento, un movimento e quindi una leggera sonorità.

Per accentuare la multisensorialità del giardino si è deciso di dotare le pareti di una serie di aperture che mettono in comunicazione lo spazio interno con quello esterno. Da alcune di queste finestre fuoriescono foglie di piante dalle texture particolarmente interessanti, dal punto di vista visivo e tattile. Altre finestre sono attraversate da tubi con i quali respirare il profumo della vegetazione. Il respiro, in Notturno, è quindi anche l’atto che consente di far proprio un odore.

Le aperture di cui sono dotate le pareti, oltre a garantire un’interazione sensoriale tra interno ed esterno lasciano penetrare la luce che, entrando in un ambiente quasi totalmente buio, acquista connotati materici. Il taglio di luce è quasi palpabile. Come nei vicoli dei borghi storici, spesso abbelliti da piante sciafile in vaso, la luce squarcia le tenebre.

La luce è, d’altra parte, elemento indispensabile per l’attivazione del processo di fotosintesi clorofilliana. La sua prima fase è chiamata fase luminosa ed è quella in cui l’energia solare viene assorbita dalla clorofilla. A questa fa seguito una fase oscura in cui il carbonio viene trasformato in glucosio e che può svolgersi anche in assenza di luce.

Il nome Notturno è stato scelto per rimarcare questa fase poco nota del processo di fotosintesi e, più in generale, per smentire l’associazione buio = assenza di vita. A differenza di quanto comunemente si pensa, esso rappresenta una condizione necessaria per la crescita della vegetazione e non è un ostacolo alla realizzazione di spazi verdi di elevato valore estetico. Notturno è quindi un giardino balsamico dalla duplice valenza: etico-biologica e psichica.

[ENG] Notturno is a lush garden in which plants, with their ornamental value and primary role in the biological cycle of the terrestrial ecosystem, are the main protagonists.

In a space defined by four perimeter walls, mostly continuous, a dense sciaphilous vegetation is arranged in such a way as to recall the image of a forest. Maples and privets represent its ‘structure plants’ because, with their tree shape, they mark the space in its entirety. Plants such as heuchera and hosta, also needing little light, are variously combined to create a dense and fragrant ornamental undergrowth. A layer of natural mulch mixed with the ground composes the walkable surface and leads to a slow crossing of the space, aimed to focus all the senses of the user. The perimeter walls and the horizontal cover close the vegetation in a shady, almost humid environment, completing the image of the forest.

Silence, the scent of earth, fresh air: Notturno is a multi-sensorial journey that invites us to reflect on the relationship between man and nature, urban life and vegetation. It is a stimulus to revive cities to generate a healthy urban life model, with sufficient quantities of oxygen and fresh air. Greater the number of plants, greater the leaf surface, greater the amount of oxygen produced. Notturno, therefore, enhances the breath as the first act of life, as a mutual exchange between living beings in which the input role is played by plants. It is an emphasis on an action that we carry out without even realizing it and that unites us to all other living beings.

The delimitation of the space with high cardboard walls closes the vegetation in a box which, in addition to the creation of a dark atmosphere typical of the forest, resizes it, giving the characteristics of a garden. On the other hand, the selected plant species and their positioning in black pots, which accentuate the nocturnal setting, are typical of an enclosed space such as that of the garden. Notturno, therefore, is not only a wood, but also a garden, a patio, a terrace, a generic green space. The well-being produced by plants is also applicable to smaller scales than the urban one and is not only physical. The combination of species following different compositional criteria, linked to the different characteristics of the plants, in fact, stimulates the perceptive senses of those who use them, generating mental well-being. And it is during the night, and with the darkness that it brings, that vision is attenuated and the other senses are activated.

With this aim the plants have been chosen to be touched, smelled and listened to, as well as seen. Hydrangea paniculata, for example, is a particularly fragrant sciaphilous plant; the Hosta ‘Undulata’ is characterized by large leaves with a silky consistency; the lanceolate shape of the leaves of the aspidistra causes, with a gust of wind, a movement and therefore a light sound.

To accentuate the multisensory nature of the garden, it was decided to equip the walls with a series of openings that put the internal and external spaces in communication. From some of these windows leaves of plants come out with particularly interesting textures, from a visual and tactile point of view. Pipes emerge from other windows, suitable for breathe the scent of vegetation. The breath, in Notturno, is therefore the act that allows you to appropriate of a smell.

The openings with which the walls are equipped, in addition to ensuring a sensorial interaction between inside and outside, allow light to penetrate, entering an almost totally dark environment, acquiring material peculiarities. The cut of light is almost palpable. As in the alleys of historic villages, often embellished with potted sciaphilous plants, the light pierces the darkness.

Light is, on the other hand, an indispensable element for activating the chlorophyll photosynthesis process. Its first phase is called the light-dependent phase and is that in which solar energy is absorbed by chlorophyll. This is followed by a dark phase in which carbon is transformed into glucose and which can also take place in the absence of light.

The name Notturno was chosen to emphasize this little-known phase of the photosynthesis process and, more generally, to deny the association dark = absence of life. Unlike what is commonly thought, it represents a necessary condition for the growth of vegetation and is not an obstacle to the creation of green spaces of high aesthetic value. Notturno is therefore a balsamic garden with a double value: ethical-biological and psychic.

  • Project: Notturno
  • Designers: Martina Solli, Stefania Monaco, Mirko Siconolfi, Lorenza Di Marco
  • Location: Auditorium Parco della Musica, Rome, Italy
  • Year: 2019
  • Client: Avventure Creative: Respiro, Festival del Verde e del Paesaggio – IX Edizione
  • Sponsor: Vivai Barretta Garden SRL, Vivai Manfrica, Giardino officinale