Nell’ultimo quarto del secolo scorso sono state numerose le esperienze progettuali indirizzate alla riconversione delle aree portuali dismesse, divenute opportunità uniche per lo sviluppo delle città contemporanee, rendendo possibile il recupero del rapporto città-acqua e soprattutto favorendo la creazione di nuove funzioni e attività che arricchiscono e migliorano la vita urbana. La rigenerazione del waterfront di Lisbona inizia negli anni ‘90 con la realizzazione lungo le rive del fiume Tago del Centro Culturale di Belém a occidente e del quartiere Expo a oriente. L’occasione dell’Expo venne colta sin da subito come un’opportunità per sviluppare un progetto a lungo termine che prevedesse un’espansione urbana di qualità, articolata e ben connessa al centro storico attraverso diverse reti di collegamento e che permettesse di sviluppare le potenzialità urbane dell’area portuale. Tale processo di rigenerazione e riprogrammazione ha subito una recente accelerazione con l’accordo siglato tra l’amministrazione municipale di Lisbona e l’autorità portuale, teso a liberalizzare buona parte dei diciannove chilometri lineari di costa costituiti da moli attrezzati, bacini, terminali e magazzini capaci di movimentare un traffico di merci e passeggeri tra i più consistenti d’Europa.

Studio di Lisbona, 1856, Luis Folque, Rivisto e disegnato sotto coordinazione di Silva Pinto e Sà Correia, Archivio Municipale di Lisbona

Ribeira das Naus è il nome che, alla fine del XV secolo, i portoghesi iniziarono a utilizzare per riferirsi ai cantieri navali. In Portogallo e nei suoi domini d’oltremare sono esistite centinaia di cantieri navali di varia importanza, alcuni d’iniziativa privata, altri controllati dalla Famiglia Reale. La Ribeira di Lisbona era proprio uno di questi.

Studio di Lisbona, 1911, Rivisto e disegnato sotto coordinazione di Silva Pinto e Sà Correia, Archivio Municipale di Lisbona

Un luogo emblematico per la storia della città e delle grandi navigazioni, quasi mitologico, perché è proprio alla Ribeira das Naus che si realizzavano le maestose imbarcazioni protagoniste del movimento di scoperta delle rotte universali e del primo fenomeno di globalizzazione cui il Portogallo diede impulso.

Arsenale della Marina, dettaglio dei moli, 1900, Archivio Fotografico Municipale di Lisbona

Fino a poco tempo fa, l’area della Ribeira das Naus, era un vero e proprio vuoto urbano, uno spazio pubblico inutilizzabile, diviso a metà da una strada a circolazione veloce con quattro corsie, contribuendo così alla distruzione di tutto il potenziale di questo sito storico della città. Oltre il sontuoso Palazzo della Ribeira e la strada a quattro corsie, lo spazio verde in riva al fiume, negli ultimi decenni, è stato l’unico collegamento pedonale tra Cais Do Sodrè ( la stazione dei trasporti fluviali e terrestri più frequentata della capitale) e Praça do Comercio, il cuore monumentale e istituzionale di Lisbona. Dal punto di vista funzionale, l’area funge da zona complementare adiacente a questi due centri ma allo stesso tempo è una piattaforma di transizione tra i punti di partenza e di arrivo dei grandi flussi quotidiani di persone verso il centro della città.

Ribeira das Naus prima dell’intervento © Duarte Belo

É a partire dalla tensione tra i diversi elementi presenti nello spazio della Ribeira das Naus (insieme abitato, bacino di carenaggio, lungo fiume) con i diversi strati geometricamente negativi rispetto alla quota della superficie attuale (bacino dell’Arsenale, pareti del bacino di riparazione), che si configura il progetto di Joao Nunes e Joao Gomez da Silva e Carlos Riba, vincitore del concorso indetto da Frente Tejo e Parque Expo, ultimato a metà 2014.

Rappresentazione schematica delle trasformazioni temporali del waterfront ©PROAP/Global

Il progetto si basa sulla conoscenza e il rispetto della memoria del sito, in modo da ripristinare la sua valenza storica di collegamento con il fiume Tago, rigenerando la memoria  del luogo a partire da quegli stessi elementi che sono sopravvissuti a secoli di storia e trasformazioni urbane, alcuni completamente sepolti (il “Caldeirinha”), altri parzialmente riscoperti (il bacino di carenaggio è stato riscoperto nel 1990 e in parte esposto nel 2002), dando loro una corretta lettura contemporanea.

Planimetria di progetto ©PROAP/Global

La riscoperta e l’integrazione di elementi archeologici, parzialmente interrati e potenzialmente determinanti alle caratteristiche dello spazio, danno forma al processo di rigenerazione Ribeira Das Naus.

Diagrammi concettuali di progetto ©PROAP/Global

“Quello che abbiamo fatto” affermano Gomes da Silva e Nunes “è stato mettere in luce un riferimento al passato che era nascosto, portando in superficie sottili indizi collegati alla storia navale del sito e ridisegnandoli in chiave contemporanea e rendendo fruibile lo spazio pubblico”, il risultato è effettivamente un intervento di riqualificazione urbana e paesaggistica meravigliosamente riuscito e apprezzato dalle migliaia di turisti e cittadini che ogni giorno frequentano la Ribeira Das Naus. Sdraiati sulla rampa in pietra che scende verso il Tago o anche con i piedi nell’acqua, facendo a piedi o in bicicletta il percorso tra la Piazza del Palazzo e il Cais do Sodre, seduti o addirittura sdraiati in costume da bagno sui nuovi prati esistenti, centinaia di portoghesi e stranieri ogni giorno sono lì, a dimostrazione che questo spazio sul fiume ora è anche il vostro.

Ribeira das Naus dopo la riqualificazione © Joao Nunes

Articolo di Marta Buoro