Uno spazio abbandonato e lasciato all’incuria, un vuoto urbano di Reggio Calabria che negli anni perde identità, viene riqualificato trasformandolo in una piazza dove diverse tipologie di utenti possono ritrovarsi insieme, con spazi dedicati ma allo stesso tempo uniti in un’atmosfera accentratrice, che richiama i più più piccoli al gioco e all’esperienza nel verde e i più anziani al riposo e alla tranquillità, fra pergole e giardini urbani. Ringraziamo APlab per il materiale fornitoci per questo articolo [ITA/ENG].

[ITA] Si tratta di un intervento di rigenerazione urbana. La nuova piazza sorge su un’area di circa 2000 mq precedentemente occupata da una serie di abitazioni demolite a metà anni 90, da lì la
mancanza di una riqualificazione del sedime dei fabbricati ha generato abbandono e degrado in un
classico richiamo al concetto di terzo paesaggio di Gilles Clément. Il risultato di questo cortocircuito è un’area di 2000 mq posta a cavallo tra due isolati caratterizzati da una complessiva omogeneità architettonica.

La Corte della città metropolitana

L’area oggetto d’intervento, date le caratteristiche precedentemente descritte, si configura come
una “corte”, uno spazio collettivo di quartiere, defilato rispetto ai flussi urbani a carattere generale
(strade, piazze, giardini) ma che assume un altissimo valore dal punto di vista della dotazione di
quartiere e della vivibilità di una porzione medio-grande di tessuto urbano.

Le corti assumono un ruolo di assoluto rilievo nella storia urbanistica della città di Reggio Calabria
fin dalla prima ricostruzione dopo il terremoto del 1783 con il primo impianto ortogonale del piano
Mori, e andando a consolidarsi attraverso il successivo piano De Nava, segnando in maniera molto
netta il confine tra la città “pianificata” di stampo neoclassico e quella, per così dire, spontanea.
Tuttavia la natura molto spesso privata e frammentaria delle corti negli isolati reggini li ha rilegati
ad uno stato di abbandono privandoli di ogni valore.

È proprio quel valore estetico, funzionale e sociale delle corti che è posto al centro del progetto,
individuando alcuni elementi che si ritengono imprescindibili per far sì che l’intervento rispecchi
delle necessità, che susciti identità negli abitanti e non si risolva in una semplice riqualificazione
destinata all’abbandono a distanza di qualche anno.

Funzionalità

La funzione principale affidata alla corte è di uno spazio attrezzato ad uso collettivo destinato a
favorire l’aggregazione sociale in una dimensione ideale per assolvere tale scopo, quella della
dotazione di quartiere, inserendosi quindi in un’ottica di intervento di modesta entità ma con effetti certi su una porzione medio-grande di territorio urbano.

A tale scopo, sono stati previsti interventi atti a conferire diverse funzioni:

1. Ludica, con il posizionamento di alcune attrezzature gioco.
2. Collettiva, prevedendo un’area libera per ospitare manifestazioni, proiezioni e spettacoli.
3. Relax, progettando una serie di spazi intervallati da vegetazione, pergole, alberi e sedute ideali per gli anziani, per i genitori che accompagnano i propri figli, o semplicemente per chi avesse bisogno di un momento di pausa.
4. Ambientale, la riqualificazione dell’area, l’innesto di essenze vegetali selezionate e idonee,
oltre che la preservazione della permeabilità del terreno, garantirà un miglioramento dell’aspetto ambientale di quella che al momento può essere considerata come un’area rifiuto.
5. Economica, da non trascurare l’effetto moltiplicatore che la riqualificazione di un’area ha in
termini di aumento del valore immobiliare degli edifici prospicienti con conseguente
incentivo per i privati a riqualificare a loro volta le proprietà.

Ovviamente la somma di tutti questi aspetti non fa che assolvere quella funzione sociale richiesta
ad ogni intervento di spazio pubblico, con lo scopo di facilitare aggregazione sociale e solidarietà. Attenzione particolare è riservata a due categorie sensibili alle disfunzioni della società moderna: bambini e anziani.

Mentre per i primi si è optato per la realizzazione di uno spazio lontano da strade o aree affollate, un ambiente quindi libero ma “controllato”, per i secondi si è pensato ad un’area attrezzata per poter svolgere giochi da tavolo oltre che a caratterizzare tutta la vegetazione con colture urbane (pergole in vite, aiuole con piante aromatiche e possibilità di piccole coltivazioni). Una scelta che traendo origine dalla tradizione possa offrire da un lato la possibilità di impegnare il tempo libero alle persone anziane e dall’altro garantire la cura e manutenzione dello spazio.

La vegetazione prevede la selezione di specie dalla forte connotazione autoctona, ornamentale e “tradizionale”:

– Per le pergole è previsto l’utilizzo della vite, del gelsomino, dell’edera e dell’ipomea;
– Nelle aiuole terrazzate è previsto l’impianto di specie tappezzanti come il Carpobrotus edulis;
– Per le aiuole radenti la pavimentazione è previsto l’impianto di arbusti officinali mediterranei: rosmarino, alloro, salvia e lavanda.
– Per le specie arboree è previsto il bergamotto (all’interno di un’area che ne esalti il valore ornamentale, un piccolo giardino del bergamotto), e Tilia cordata per la resistenza e la folta chioma in grado di generare un ampio cono d’ombra.

[ENG] This is an urban regeneration project. The new square stands on an area of about 2000 square meters previously occupied by a series of houses demolished in the mid-90s, from there the lack of redevelopment of the building grounds has generated neglect and degradation in aclassic reference to the concept of third landscape by Gilles Clément. The result of this short-circuit is an area of 2000 square meters located between two characterized blocks from an overall architectural homogeneity.

The Court of the Metropolitan City

Given the characteristics previously described, the area subject to intervention is configured as a “court”, a collective neighborhood space, set apart from the general urban flows (streets, squares, gardens) but which assumes a very high value from the point of view of the endowment of neighborhood and the livability of a medium-large portion of the urban fabric.

The courts play a very important role in the urban history of the city of Reggio Calabria since the first reconstruction after the earthquake of 1783 with the first orthogonal layout of Mori plan, and going to consolidate through the next De Nava plan, scoring a lot the boundary between the neoclassical “planned” city and the spontaneous one. However, the very often private and fragmentary nature of the courts in the urban blocks of Reggio Calabria areas has bound them together to a state of abandonment depriving them of any value.

It is precisely that aesthetic, functional and social value of the courts that is placed at the center of the project, identifying some elements that are considered essential to ensure that the intervention reflects needs, which arouses identity in the inhabitants and doesn’t result in a simple redevelopment destined to be abandoned after a few years.

Functionality

The main function entrusted to the court is that of an equipped space for collective use intended for promote social aggregation in an ideal dimension to fulfill this purpose, that of neighborhood endowment, thus inserting itself into a modest but effective intervention perspective on a medium-large portion of urban territory.

For this purpose, interventions have been planned to confer various functions:

  1. Playful, with the placement of some game equipment.
  2. Collective, providing a free area to host events, screenings and shows.
  3. Relax, designing a series of spaces interspersed with vegetation, pergolas, trees and seats ideal for the elderly, for parents accompanying children, or simply for whom needed a break.
  4. Environmental, the redevelopment of the area, the grafting of selected and suitable plant essences, as well as preserving the permeability of the soil, it will guarantee an improvement of the environmental aspect of what can currently be considered as a waste area.
  5. Economic, not to be overlooked the multiplier effect that the redevelopment of an area has in terms of increase in the real estate value of the buildings facing it with consequent incentive for individuals to redevelop their properties in turn.

Obviously the sum of all these aspects only fulfills that social function required to any public space intervention, with the aim of facilitating social aggregation and solidarity. Particular attention is paid to two categories sensitive to the dysfunctions of modern society: children and elderly.

While for the first they opted for the creation of a space away from roads or crowded areas, a free but “controlled” environment, for the latter was thought an equipped area to play board games as well as to characterize the whole vegetation with urban crops (vine pergolas, flower beds with aromatic plants and the possibility of small cultivation). A choice that, originating from tradition, can offer on the one hand the possibility of commit free time to the elderly and, on the other hand, ensure the care and maintenance of the space.

The vegetation includes the selection of species with a strong indigenous, ornamental and “traditional” connotation:

– For the pergolas is foreseen the use of vines, jasmine, ivy and hypomea;
– In the terraced flowerbeds is foreseen the planting of ground cover species like Carpobrotus edulis;
– The planting of Mediterranean officinal shrubs is envisaged for the flowerbeds grazing the flooring: rosemary, laurel, sage and lavender.
– Bergamot is provided for tree species (within an area that enhances its ornamental value, a small bergamot garden), and Tilia cordata for the resistance and the thick foliage capable of generating a large shadow cone.

  • Project: Piazza Tremulini
  • Designer: APlab
  • Team: Arch. Andrea Lonetti – Arch. Chiara Saraceno
  • Location: Reggio Calabria, Italy
  • Design year: 2018
  • Construction year: 2019-2020