Sissinghurst Castle e i suoi giardini, ancora oggi, spiccano nel paesaggio del Weald of Kent come se fossero usciti da una fiaba. Trenta miglia a sud di Londra e a metà strada verso la costa meridionale dell’Inghilterra, si trova un territorio di straordinaria bellezza naturale combinata con una storia altrettanto affascinante. È il Weald del Kent che in passato non era altro che una landa desolata, ricca di natura selvaggia, ma totalmente priva di abitazioni, popolata, come il resto della contea, solo da fitte foreste nelle quali vivevano, numerosi, soltanto branchi di cervi e di cinghiali.

Sissinghurst Castle, fronte

Vita Sackwille-West era solita presentarsi, nelle conversazioni al circolo Bloomsbury, come “donna, figlia del Weald” dove, l’equilibrio e la stabilità dei cicli della natura, forgia uomini e donne “saldi come le querce della terra, robusti e belli, senza fantasie di cambiamento”. Quando Vita arrivò a Sissinghurst, insieme al marito Harold, trovò un castello fatiscente che stava andando in rovina. Ma lei, scrisse, in seguito, che se ne era innamorata a prima vista “perché ho visto qualcosa di magico in quel luogo; ho visto il castello della Bella addormentata e un giardino che chiedeva disperatamente aiuto”. Era l’aprile del 1930 e, poco tempo dopo, investendo quasi tutto il consistente guadagno, ricavato dalle vendita dei suoi libri di letteratura e poesia, Vita acquistò i 180 ha della tenuta, insieme alla torre elisabettiana, ai giardini e alle strutture fatiscenti.

Sissinghurst Castle, torre elisabettiana

Vita comprese subito che la ristrutturazione di Sissinghurst sarebbe divenuto il progetto della sua vita, senza poter immaginare che quei giardini così abbandonati e degradati, l’avrebbero resa più famosa dei suoi romanzi e delle sue poesie. Sissinghurst resta uno dei più celebri giardini inglesi, per la proporzione perfetta tra l’idea di giardino classico e quella di giardino romantico, tra l’elemento dell’aspettativa e quello della sorpresa. Ancora oggi, il fascino del giardino deve molto agli edifici Tudor, che forniscono uno sfondo romantico alla piantagione. Nel delinearne la spina dorsale, Vita aveva ascoltato i consigli dell’amico Edwin Luytens, l’architetto di Nuova Delhi, mentre Albert Powys aveva insegnato a Vita “come dedurre bellezza dalle linee di minore resistenza”.

A sinistra, Weald del Kent – A destra, attraverso terrazzamenti verso il cammino delle rose

Anche l’influenza di Gertrude Jekyll nelle bordure miste e quella di William Robinson nella realizzazione di un “giardino naturale” furono decisive per Vita nel formare la sua concezione di giardino all’inglese. E i risultati furono ben visibili, dopo un lungo anno di duro lavoro nei Sei Giardini, che Vita realizzò: The Herb garden; the Nuttery; the Lime Walk; Delos, un antico giardino greco; the Moat Walk, The Orchard e lo splendido Purple Border. Nel suo diario, dove annotava tutti i risultati delle sue sperimentazioni, Vita scrisse nelle pagine finali:

Ogni giardiniere dovrebbe essere un artista secondo le proprie linee. Questo è l’unico modo possibile per creare un giardino, indipendentemente dalle dimensioni o dalla ricchezza”.

Sissinghurst Castle, planimetria

Come ha scritto John Dixon Hunt in un suo saggio, Vita “usava tutti gli spazi del suo giardino per esprimere così delle visioni culturali più ampie, legate anche alle tradizioni del giardinaggio britannico; era capace di passare interi pomeriggi a discutere con suo marito Harold di intricati schemi relativi all’ordine e alla crescita delle piante oppure a intessere appassionate discussioni sulla maestria necessaria nelle varie attività costruttive, o infine a dare fiato a tutta la sua passione, per spiegare al marito le più sofisticate tecniche per l’orticoltura1.

Il giardino Bianco

I giardini sono laboratori in cui l’uomo esercita l’arte di addomesticare la natura col solo scopo di ottenere Armonia e Bellezza. Quando Virginia Woolf, seduta sotto una cascata di fiori di glicini, incuriosita dalla tenace e costante attenzione di Vita nei confronti del lavoro in giardino, le chiedeva spiegazioni sul perché di tanta dedizione, Vita la carezzava sussurrandole che: “…la cura che ho per il mio giardino non è altro che la manifestazione delle stesse attenzioni che il nostro amore richiede”2.

Da sinistra, Rosa Alba Maxima – Rosa Madame Alfred Carriere – Rosa Bourbon Madame Pierre Oger

Il giardinaggio richiede competenza, pazienza e sensibilità e forse per questo è un’attività che da sempre ha appassionato intellettuali e poeti, che, nel silenzio meditativo del giardino, trovano una forma di equilibrio con la Natura. Durante una visita a Sissinghurst, da parte di Virginia, accompagnata da un suo carissimo amico, William B. Yeats, il celebre poeta irlandese chiese a Vita quale fosse il segreto di quell’Eden, esclamando: “questo è uno dei giardini più belli e poetici che abbia mai visitato nella mia vita.” E Vita rispose soavemente, fissando Virginia negli occhi:

Il progetto è stato concepito attraverso la fusione di due anime contrapposte: quella maschile e quella femminile: vi si possono trovare tagli geometrici e rigorosi, ma anche giochi di prospettive e punti focali esaltati e ammorbiditi da leggeri tocchi di romanticismo3.

South Cottage
South West Cottage

Sissinghurst è oggi un curatissimo giardino che ha una sua “anima poetica”, contraddistinto da formidabili giochi prospettici e dalla non banalità delle linee di fuga, un labirinto dove amore e poesia trovano un’indissolubile unione, un monumento alla Bellezza e una sfida al dramma della guerra ( pochi sanno che nel 1940 un aereo tedesco abbattuto era caduto nel giardino), un inno alla vita, che solo chi possedeva nel proprio nome tale termine, poteva concedere e concedersi. Sissinghurst dispone di dieci distinte “stanze” da giardino create utilizzando vecchi muri esistenti o siepi di tasso appena piantate. Quando entri in una delle stanze del giardino, la tua uscita viene suggerita attirando l’occhio su una vista interessante o una scultura che si intravede nella “stanza” successiva. In questo modo Sackville-West è riuscita a tener desta l’attenzione verso ciò che aspetta l’osservatore nella successiva percezione.

In alto da sinistra, Lylium Superbum Orange – Helenium Moerheim Beauty – Hedychium Coccineum Tara / In basso da sinistra, Helenium Moerheim Beauty – Helianthus Lemon Queen – Antirrhinum Liberty Classic Crimson

Quando osservi l’insieme di giardini dall’alto della Torre elisabettiana che domina la tenuta , nella quale Vita soleva rinchiudersi per riordinare gli appunti che scriveva durante il lavoro quotidiano, ti accorgi con straordinaria nettezza la coerenza che intercorre tra il sistema di relazioni che connette il territorio aspro e selvaggio del Weald con le “stanze” ricche e dense di piante, fiori e siepi che Vita ha saputo organizzare. Le aiuole rialzate, non necessariamente bordate di bosso, in cui Vita sistemava fiori tipicamente stagionali ( estivi) in composizioni a volte anche elaborate, ma più spesso in fasce ravvicinate, con le piante disposte a secondo dell’altezza, dimostrano l’influenza che Luytens ebbe su di lei, tracciando così uno stile “gardenesque” che andava molto di moda nel periodo vittoriano.

Cercidiphyllum japonicum, albero caramello
Oast House

Come descrive Charles Moore nella sua opera  La Poetica dei Giardini, Vita porta la collezione di piante ad essere organizzata in “giardini per tutti i mesi dell’anno”. Moore fa inoltre un interessante parallelo con la tradizione giapponese che crea collezioni di giardini per tutte le stagioni, ricordando che nella “Storia di Genji”(opera del XI secolo) il principe Genji fece costruire per le sue donne, proprio dei giardini dedicati alle quattro stagioni. La stagionalità è quindi raccontata nei diversi giardini e al White Garden, ad esempio, spetta la stagione dell’estate con la fioritura dei Cosmos e quella della bella Rosa mulliganii che si arrampica sopra il gazebo piramidale posto al centro del giardino, punto focale dello spazio.

Giardino delle Rose

In alto da sinistra, Rosa Damask Ispahan – Rosa Gallica Complicata rampicante – Giardino delle Rose / In basso da sinistra, Rose di Gertrude Jekyll – Cosmea, pianta estiva

Quando il visitatore di Sissinghurst si avvicina al White Garden, avverte immediatamente che in questo spazio Vita ha impresso, in modo particolare e unico, il proprio stile al giardino. Vita amava un giardino traboccante di piante e, in una lettera scritta nel maggio 1955, manifestò la sua prorompente personalità di “giardiniera”dicendo: “ E’ mio compito, in giardino, stipare, stipare e stipare ogni fessura, sempre alla ricerca di altre fessure.”Proprio nel White Garden, Vita, attraverso la composizione delle piante monocromatiche, generò un’esplosione di vitalità e di intrecci di biodiversità, il cui significato era molto sensuale e attrattivo.

Attraverso terrazzamenti verso il cammino delle rose

A sinistra, Rosa Mulligani in vaso – A destra, Alchemilla mollis Rosa e Lavanda

Da sinistra, Carnation Enfant Nice – Pelargonium Lord Bute – Dianthus Caryophillus (Carnation Chabaud)

Il Giardino Bianco ha una pianta cruciforme ed è suddiviso in compartimenti geometrici da un motivo di siepi di bosso basse e percorsi segnalati o in mattoni. Gli scomparti traboccano di fiori e fogliame prevalentemente grigio, bianco o argento e comprendono gigli, rose, tulipani bianchi, digitali, dalie e il sigillo di Salomone. Delicate fasce di fiori bianchi nebbiosi ondeggiano al vento, creando varchi di percezione straordinari; ancora oggi le Cosmos Purity, White Lavatera e White Antirrhinums continuano a fiorire abbondantemente. Le pareti di mattoni rossi sono drappeggiate con rose bianche rampicanti, glicine bianco, clematide e gelsomino stella sempreverde. In una lettera a Virginia Woolf, lontana da Sissinghurst da lungo tempo, Vita confidava alla sua dolce amante:

Sto cercando di creare un giardino grigio, verde e bianco. Questo è un esperimento che spero ardentemente possa avere successo, anche se ne dubito … Tuttavia, non posso fare a meno di sperare che il grande barbagianni spettrale spazzerà silenziosamente in un giardino pallido, la prossima estate, al crepuscolo. Quel giardino pallido che adesso sto piantando,dedicato a te, sotto i primi fiocchi di neve “.

Gertrude Jekyll

Vita Sackville-West , come è noto, apparteneva al Bloomsbury Group, un gruppo artistico che aveva al centro “l’amore, l’arte e la ricerca della conoscenza”. Questo circolo culturale, condiviso con Virginia Woolf, ebbe influenza sullo sviluppo di un’inclinazione artistica da parte di Vita che la spinse a sperimentazioni giocose nell’arte topiaria presente nei giardini di Sissinghurst ma soprattutto ad osservare le combinazioni di piante introdotte nei giardini con lo sguardo di un pittore impressionista. Dagli incontri con Gertrude Jekill, Vita Sackville-West apprese l’uso del colore, e forse possiamo pensare che il giardino Bianco fosse stato ispirato dal giardino descritto da Gertrude Jekyll nel suo testo “Schemi per il giardino fiorito” (1908).

In alto da sinistra, Erysimum mutabilis – Carnation Dwarf Hardy – Giardino delle Rose / In basso da sinistra, Nepeta mussiniiAllium cyaneum – sentiero di pietra bordeggiato con Hemerocallis e Hosta

Vita apprese da Gertrude Jekyll (a sua volta influenzata dagli scritti di John Ruskin sulla pittura) a guardare alla natura come modello per l’uso del colore; e anche dall’analisi scientifica di Michel Eugène Chevreul, che pubblicò le sue osservazioni sulla psicologia del colore intorno al 1830, studi poi ripresi da George Seurat, pioniere del puntinismo. Da queste influenze scientifiche, Vita apprese l’uso di combinazioni di colori della stessa intensità, sperimentando con successo la realizzazione di grandi bordi di fiori, i cui colori erano disposti secondo lo spettro.

I margini del bosco

In alto da sinistra, siepe di clematide – Imperata cylindrica Rubra, bordura del prato – Kniphofia Royal , bordura del sentiero in pietra / In basso, Iris nel giardino

Nel Giardino del South Cottage un sentiero di selciati e mattoni conduce all’elemento centrale, un grande vaso di rame interrato e custodito da quattro tassi irlandesi. Ciò che colpisce il visitatore di questo giardino è la presenza di abbondante piantagione intorno ai sentieri che si concentra sulle calde tonalità del rosso, giallo e arancio, proprio come aveva appreso dai suoi precedenti maestri. In uno dei diari di Vita sul giardino del South Cottage , la giardiniera del Weald così annota:

Tutte le sfumature di rosso, arancio e giallo sono utilizzate per creare uno schema di colori armonioso ma vivace. Tutta questa esuberanza è ancorata dai quattro tassi a forma di siluro che circondano una grande pentola di rame al centro, dando un punto focale e un senso di simmetria e formalità all’area. A settembre, i girasoli stanno salendo verso il cielo e molte delle piante erbacee come Helenium “Moerheim Beauty”, Helianthus “Lemon Queen” e Hedichyum coccineum “Tara” hanno una reale presenza e statura ai confini. Ma il mio Cottage Garden fa anche molto affidamento su piante perenni annuali e tenere che riempiono piccoli spazi vuoti nella piantagione e aggiungono pozze di intenso colore gioiello. Quest’anno Antirrhinum “Liberty Classic Crimson” si è comportato particolarmente bene e ha creato una vivace combinazione con i minuscoli fiori di mandarino dell’Emilia javanica. La natura casuale dei papaveri che spuntano in luoghi inaspettati crea un elemento dinamico e mutevole alla piantagione. A tutto questo si aggiunge il profumo gloriosamente dolce del caramello che aleggia intorno al Cottage Garden che sembra adattarsi così bene a questa stagione e ai colori caldi e accesi. Proviene dall’albero, Cercidiphyllum japonicum che cresce nell’angolo del Cottage Garden; con un sedile costruito attorno al tronco, è il luogo perfetto dove fermarsi e prendersi un momento per guardare attraverso i colori infuocati e ammirare un tramonto dipinto con fiori”4.

Edwin Lutyens

Il South West Cottage era il luogo preferito per gli incontri d’amore tra Virginia e Vita, che così li ricorda:

Era solita raggiungermi in un vecchio cottage di campagna, dove le travi erano già sbilenche. Le davo un bicchiere di vino spagnolo color rosso ambra e lei, dopo averlo bevuto, faceva finta che le travi fossero persino più sbilenche. Vedere le cose di sghembo, piuttosto che noiosamente dritte, calzava a pennello alla sua immaginazione”.

Da sinistra, Giardino di Sissinghurst Castle – Ceanothus – Seduta trasformata

E ancora, in una delle pagine più appassionate del suo Diario, si legge:

Oggi ho visto Virginia, incredibilmente deliziosa e fragile, semi-adagiata su due seggiole, sotto un manto d’oro, con la voce esile e le mani affusolate….irresistibile più che mai, sparito lo scintillio, rimasta la bambina”.

E Virginia , ricambiando le soavi espressioni di Vita, le trasmetteva il suo sensuale desiderio “…mi piace stare con lei e il suo splendore… incede con passo maestoso sulle sue gambe simili a alberi di faggio, luminosamente rosea, un grappolo d’uva, una perla sospesa”.

Da sinistra, Purple Border – Wisteria sinensis Alba – Moat Walk (glicine e azalea)

Un’altra memorabile serie di discussioni sugli accostamenti dei colori avvenne tra Vita e Harold nel 1948 a proposito della bordura di azalee da coltivare sul bordo del Moat Walk. La troviamo impressa nel diario di Vita che mette in evidenza lo scontro furibondo che si creò tra lei e il marito su questa questione:

No, tesoro, non sono d’accordo sulle azalee. E vuoi sapere perché? Primo, perché non credo che le azalee appartengano all’anima e all’ambiente di Sissinghurst. Sono piante di Ascot o Sunningdale. Questo ambiente non ha nulla del nostro adorabile romantico sassone, romanico, Tudor Kent. Secondo, perché stai scegliendo degli accostamenti di colori troppo vivaci”.

Volo d’uccello sul giardino

A sinistra, il giardino di Vita – A destra, siepe semicircolare vicino al Moat

Ma Vita non intese ragioni e andò per la sua strada, memore degli insegnamenti di Gertrude Jekyll. Scovò un assortimento di vecchie azalee di Gand tutte coltivate prima del 1900, così come gli ibridi Rhododendron luteum e R. mollis giallo dorato. Alcuni degli ibridi di Gand erano colorati in modo particolarmente violento con un’intera gamma di colori :rosa salmone, ciliegia, rosa viola, rosso salmone, rosso carminio, rosa scuro e arancio brillante, tutti piantati uno accanto all’altro. Vita cercava un accostamento di colori che creasse un contrasto netto e vivace. Tuttavia, successivamente lo schema di colori selezionati per il bordo del Moat si è evoluto in uno più piacevole, fidandosi non dei consigli di Harold, bensì delle due Head gardeners di Vita , Pam e Sybille che dal 1959 collaborarono con lei nella gestione dei giardini.

Da sinistra, Achillea filipendulina Gold Plate – Trillium sessileAnemonopsis macrophylla, importata dal Giappone

Ci sono molti giardini all’interno di Sissinghurst e ovunque un visitatore diriga lo sguardo, come è capitato a me, vedrà un’altra rosa, completamente diversa da tutte le altre. Vita aveva un debole per le rose antiche: rose Galliche, Albas, Damasks e Centifolias, Borboni, rose di specie, rampicanti e altre ancora. Vita e suo marito Harold realizzarono il roseto in quello che una volta era stato un orto di cavoli e questi lo riempì generosamente con tutte le rose antiche preferite da sua moglie. Un modo per dimostrare a Vita il suo legame inossidabile con lei, nonostante le sue frequenti “avventure” omosessuali.

Da sinistra, Giardino Delos – Epimedium acuminatum – Un sentiero d’erba sfalciata conduce al frutteto

Amava il profumo, i colori e i fiori a forma di coppa che sembravano strappati dai dipinti dei maestri olandesi. Per Vita era il romanticismo delle rose antiche ad attrarla; i loro colori, il loro profumo e la loro storia. Riconosceva che avevano i loro limiti, fiorendo solo una volta in un tripudio glorioso in giugno, ma ne apprezzava i colori, il profumo, la forma e la bellezza e sentiva che i loro meriti superavano di gran lunga i loro difetti.

L’Orchard (frutteto), visto dalla torre

So anche che la maggior parte delle rose di Sissinghurst soffre del grave inconveniente della fioritura solo una volta durante una stagione, ma che prodigalità incomparabile danno, mentre ci sono. Non c’è niente di meschino o avaro in loro. Hanno una generosità tanto desiderabile nelle piante quanto nelle persone”.

A sinistra, Viale dei tigli – A destra, The Nuttery (noccioleto)

Vita ha scritto nella sua rubrica sul periodico britannico “The Observer” che le sue rose erano “pezzi di ricamo e come un arazzo si facevano strada” in ogni spazio a Sissinghurst, fino a quando, nel 1950, hanno raggiunto l’incredibile numero di circa 200 diverse specie che crescevano nel giardino. Poco prima di morire, Vita lasciò scritto sul suo diario:

Un buon inizio di vita è importante per le piante quanto lo è per i bambini: devono sviluppare forti radici in un terreno congeniale, altrimenti non faranno mai la crescita che servirà loro in modo ricco in base alle loro esigenze nella loro vita adulta.”

A sinistra, Emerocallidi nel Cottage garden – A destra, Priest House

Vita Sackwell-West sarebbe oggi felice di sapere che le rose di Sissinghurst brillano ancora, come il sorriso di lei quando incontrava quello di Virginia incorniciando di luce il loro amore, precorrendo i valori della società moderna che sarebbe venuta… un giorno.

Vita Sackville-West, 1925

1 John Dixon Hunt, Greater Perfections: The Practice of Garden Theory, Penn Univ.Press, 2000

2 Cara Virginia. Le lettere di Vita Sackville-West a Virginia Woolf, La Tartaruga, 1985

3 Vita Sackville-West, Il Giardino, Elliot, 2013

4 Vita Sackville-West, In your garden, Michael Joseph, 1955

Articolo di Enrico Falqui