Carissime lettrici, Carissimi lettori,

Tanti auguri, ovunque voi siate, insieme ai vostri cari e alle vostre famiglie. A tutti voi, va il nostro più sincero ringraziamento per la costante fedeltà e l’interesse con il quale ci avete seguito in questo primo anno di attività. In dodici mesi, abbiamo superato i 4500 amici sulla nostra pagina Facebook, con una crescita costante giorno dopo giorno; abbiamo raccolto circa 34.000 follower su Instagram, ogni giorno siamo seguiti dalle 60.000 alle 80.000 persone, diffuse in 52 Paesi nel mondo. Siamo felici per questo risultato, tutt’altro che scontato; tuttavia non siamo ancora soddisfatti.

Isola Palmària

L’anno che è appena iniziato, sarà un anno difficile per tutti gli Italiani e, in molte zone del mondo assai vicine a noi, drammatico ed estremamente pericoloso per la Pace e la Democrazia. E noi sappiamo bene che quando scendono le tenebre del razzismo e della guerra sulle società, lo spazio per la Cultura e per i Diritti si restringono assai rapidamente.

Giardino Bardini, Firenze

Il Paesaggio è il punto più alto dell’incontro tra Cultura e Natura; il senso di identità che esso produce nelle Comunità è il seme che favorisce la coesione sociale; la coesione sociale è il sale della Democrazia ed è la precondizione per uno sviluppo equo e sostenibile. Affermare la “centralità del paesaggio” nell’azione politica e di governo, significa affermare la priorità della tutela dei Beni Comuni e dell’interesse pubblico, significa affermare, per i cittadini, il diritto alla Bellezza.

I danni del cambiamento climatico

Se rivolgiamo lo sguardo all’anno che si è appena concluso, gli eventi catastrofici che hanno colpito vastissime aree del nostro Pianeta sono stati così frequenti e così intensi che, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, “non ci sono più dubbi sul fatto che una Terra più calda, generi eventi più estremi e, quindi, potenzialmente più disastrosi”.

Incendi in Australia

Sono stati almeno 15 gli eventi meteorologici estremi, direttamente causati dai cambiamenti climatici nel 2019, i cui danni economici hanno un costo stimato intorno a 1 miliardo di dollari per ciascuno di essi e il cui costo, in termini di vite umane, è stato di 4500 persone.

Mosaico della desertificazione

In un rapporto Oxfam, presentato in occasione del vertice ONU sul clima, che si è tenuto nel mese di dicembre a Madrid, si sottolinea come “negli ultimi 10 anni, le migrazioni forzate causate dal cambiamento climatico sono aumentate di 5 volte e hanno costretto 1 persona ogni 2 secondi a lasciare le proprie case”. Sempre in questo rapporto, si afferma che “gli abitanti dei paesi poveri o a medio basso reddito hanno una possibilità 4 volte maggiore di essere colpiti da disastri legati all’inquinamento di coloro che vivono in stati ricchi, come per esempio gli Stati Uniti”.

Niger, Africa – Le difficoltà di coltivazione

Nonostante ciò, a dicembre, la Conferenza sul clima di Madrid (COP 25) è fallita, in particolare, non si è trovato l’intesa sull’articolo 6 dell’Accordo di Parigi, che regola i cosiddetti “mercati del carbonio”, ovvero i meccanismi che sottendono alla commercializzazione di permessi di emissione di anidride carbonica, pensati per sostenere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 secondo sistemi di compensazione e riduzione delle emissioni.

Le previsioni: 143 milioni di migranti climatici nel 2020

Noi, invece, siamo convinti che l’adattamento alla crisi climatica, non possa più essere visto come un problema a lungo termine, tesi sostenuta a Madrid, da Stati Uniti, Australia e Brasile, ma che ha bisogno di ingenti investimenti, ora. Ridurre le emissioni del 45% entro il 2030; Raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 (cioè emissioni di anidride carbonica pari a zero); Stabilizzare l’aumento della temperatura globale a 1,5° C gradi entro la fine del secolo: questi sono gli obiettivi essenziali di una strategia di “tutela della Terra”, che ogni Comunità, ogni organizzazione sociale, ogni associazione civica dovrebbe rivendicare come priorità assoluta dell’azione dei vari Governi, locali, regionali, nazionali ed europei.

Incendi in Amazzonia

È la Terra che oggi va difesa, come Patria di tutte le patrie degli uomini che popolano il nostro Pianeta. I cambiamenti climatici erodono la terra, sommergendo gli insediamenti; i cambiamenti climatici provocano alluvioni e dissesto del suolo fino a rendere non conveniente vivere e produrre su quella terra; i cambiamenti climatici provocano la desertificazione dei suoli, dove non sarà più possibile coltivare né i prodotti della terra, né la biodiversità; i cambiamenti climatici incrementano le malattie e l’insicurezza delle popolazioni.

Tsunami nell’Oceano Indiano – 26-12-2004

In secondo luogo, dobbiamo preoccuparci di un altro fenomeno “a scala mondiale”: quello dell’urbanizzazione e dello spreco dei suoli liberi. Negli ultimi 50 anni, in Europa la superficie coperta di cemento e asfalto è raddoppiata, arrivando a 20 milioni di ettari. Ogni giorno vengono urbanizzati o degradati 500 ettari di suolo europeo, e in molti casi il degrado corrisponde a una perdita definitiva della risorsa, ad esempio, in seguito a urbanizzazioni. Oggi quasi tre quarti degli europei vive in aree urbane. Si prevede che la popolazione urbana dell’Europa continuerà a crescere, aumentando di ulteriori 30 milioni di persone entro il 2050.

I danni del clima a Venezia

Nell’arco di una generazione, secondo uno studio della Coldiretti, l’Italia ha perso il 28% dei propri campi coltivati, a causa della cementificazione e dell’abbandono che “ha ridotto la superficie agricola utilizzabile a circa 12,8 milioni di ettari”. In base a questa contrazione di superficie utile per la produzione, l’Italia si trova oggi al sesto posto, fra i Paesi europei, con la maggiore incidenza (6,9%) di superfici sepolte sotto asfalto e cemento. 

Pianura Padana – 2012

Secondo un rapporto dell’ISPRA, pubblicato nel 2019, nelle aree urbane ad alta densità, nel 2018, sono stati persi 24 metri quadrati per ogni ettaro di area verde, mentre nello stesso periodo, in Italia sono stati coperti con cemento o asfalto 51 chilometri quadrati di territorio, in media 14 ettari al giorno, 2 metri quadrati al secondo. 

Valle dei Templi, Agrigento

Ciò che ancora gran parte dei Paesaggisti italiani ed europei non comprendono, è che le ragioni del fallimento delle recenti Conferenze internazionali sul Clima, sono le stesse che spiegano il fallimento della Convenzione europea sul Paesaggio, a 15 anni di distanza dalla sua parziale ratifica da parte del Consiglio d’Europa.

Rinaturalizzazione del Fiume Aire – Atelier Descombes Rampini (2002-2015)

Ciò che ancora gran parte dell’opinione pubblica italiana ed europea non capisce è che questi tre fenomeni, crisi climatica, crisi ecologica e crisi del suolo, siano tre facce dello stesso problema, ovvero la non sostenibilità dell’attuale sviluppo. Questa constatazione, tuttavia, non ci spinge a rivendicare la “decrescita” dello sviluppo e lo stop a qualsiasi trasformazione del territorio, poiché la storia del paesaggio, in qualsiasi Paese, è stata storia di continue trasformazioni antropiche. Ciò che va rifiutato sono le trasformazioni che consumano suoli e risorse, senza alcuna contropartita a vantaggio delle future generazioni, o con contropartite i cui tempi di realizzazione siano incompatibili con i tempi biologici.

Madrid Rio – West 8 / Burgos & Garrido / Porras La Casta / Rubio A. Sala (2006-2011)

Ecco perché, proprio a partire dalla “centralità” del paesaggio in ogni progetto di trasformazione dell’uso dei suoli e dello spazio urbano, risulta palese che il concetto di “sostenibilità” corrisponde alla volontà di aggiungere biodiversità al territorio, pur trasformando l’uso dello spazio. Migliorare lo spazio urbano e la vivibilità delle nostre città, significa arricchirle di nuovi spazi verdi, di nuovi giardini, di nuovi serbatoi di assorbimento dell’anidride carbonica. Usare le nuove tecnologie per favorire il riuso delle materie prime, ha lo stesso valore che rigenerare e riutilizzare lo spazio degradato delle nostre città. Progettare le nuove trasformazioni dello spazio urbano e del territorio, coinvolgendo in modo inclusivo e attivo le Comunità locali, significa ricercare progetti che aggiungono “nuove identità” ai luoghi percepiti dalle popolazioni che li abitano.

Piazza Matteotti, Catanzaro – Franco Zagari (1991 – restauro 2007-2015)

In altre parole, è venuto il tempo per tutte le Comunità di non considerare le politiche del Paesaggio, come politiche settoriali e integrative. Così come è venuto il tempo per tutti i Paesaggisti di non considerarsi gli unici soggetti portatori del diritto al Paesaggio e dell’interesse alla tutela dei Beni Comuni. È venuto il tempo di non delegare in modo esclusivo le politiche “per” il Paesaggio ai soggetti di governo del Territorio, bensì che le Comunità, che hanno a cuore il loro territorio, “agiscano per il Paesaggio” come questione economica, culturale e sociale, alle tre scale oggi necessarie: quella globale, quella nazionale, quella locale.

Parc André-Citroën – Allain Provost, Patrick Berger, Gilles Clement, Jean-Paul Viguier (1986-1992)

LANDSCAPE FIRST sarà vicino a questi cittadini, in tutte le modalità possibili, auspicando una maggiore interlocuzione con essi. LANDSCAPE FIRST, tuttavia, non cesserà di diffondere una cultura moderna e innovativa sul Paesaggio e sulla sua “centralità”, in tutti i progetti di trasformazione territoriale alle varie scale, nei progetti di miglioramento della qualità dello spazio urbano e di incremento dello spazio pubblico.

Articolo di Enrico Falqui