Sono stato in mezzo a voi, care ragazze e cari ragazzi che, in questa giornata di anticipata primavera avete riempito le strade, i viali, i parchi e le piazze di quasi tutte le capitali e grandi città del Mondo.

Sento il bisogno non di ringraziarvi, bensì’ di incitarvi a lottare per il vostro Pianeta, per la vostra salute e felicità, per cambiare radicalmente i paradigmi di questo sviluppo malato che i vostri predecessori vi hanno lasciato in eredità, in una parola per il vostro Futuro.

Molti di voi si chiederanno: “ Come è stato possibile che nonostante gli ormai evidenti segnali d’allarme lanciati dal nostro Pianeta e i tanti rapporti che migliaia di scienziati hanno sottoscritto e inviato ai Potenti del Mondo da oltre 40 anni, si arrivasse fino a questo cataclisma climatico che ha cancellato le quattro stagioni?

Una risposta chiara ed esauriente la fornisce proprio Papa Francesco nella sua enciclica “ Laudato si..”; egli dice: “I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità»

Aver cura del Pianeta, come avete urlato con quelle facce pulite e felici, marciando tenendovi per mano, è come aver cura del proprio Orto, non importa quanto piccolo o quanto grande esso sia. Se infatti abbiamo la voglia, il tempo e le energie di curare e far crescere un orto, un giardino, un bosco, vuol dire che siamo padroni del nostro Tempo e che lo utilizziamo per dedicarci a qualcosa di molto profondo e importante: il contatto con la Terra! Nei gesti di cura, di attesa, di sorpresa che accompagnano l’accudimento di un orto, vi è un ritorno alle nostre origini, un legame che si rinnova con la Natura, l’esigenza di fuggire da ciò che è superfluo per rigettarsi con urgenza a ricercare i nostri istinti, le nostre verità. Qualche mio vecchio allievo mi chiedeva spesso da dove cominciare per salvare l’ambiente e il paesaggio; la mia risposta è semplice: cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.

Greta Thunberg, la ragazzina svedese sedicenne che vi ha chiamato alla lotta, non si immaginava certo, il primo giorno che si è seduta davanti al Parlamento svedese con il suo cartello di protesta, che milioni di giovani, prendendo ad esempio quel suo gesto, avrebbero riempito le strade e le piazze delle principali città del mondo. Ma ciò che appariva impossibile è accaduto.

Greta sa bene che non saranno i giovani a cambiare il mondo, perché non si può aspettare che essi crescano; non c’è più tempo e per questo  “ spetta ai grandi, agire adesso.”  Ma dovete sapere che “ ai grandi” piace rinviare le azioni necessarie per salvare il clima, perché tali azioni ledono interessi e profitti giganteschi, mettono in discussione il modo e il contenuto del “fare sviluppo”, mettono in discussione il modo di insegnare e fare ricerca, mettono in discussione la mancanza di lavori qualificati per i giovani perché aver cura dell’ambiente e del paesaggio comporta la sottrazione di ingenti risorse a quella parte dell’economia che ama vivere di rendita, che non ama investire nelle tecnologie del futuro ma che vuole riprodurre un modello di sviluppo arretrato e privo di prospettive.

Friday for Future significa tutto questo e, ora, è venuto per tutti voi il momento di scegliere le “ alleanze” sociali, culturali ed economiche per raggiungere questi obiettivi. Non c’è più tempo per salvare il Pianeta, ma non c’è più tempo neppure per tutti voi che avete marciato sorridenti per le strade e le piazze di tutto il mondo. E’ l’ora di un impegno ancora più grande e costante di tutti voi per fare capire “ ai grandi” che le loro responsabilità del passato stanno uccidendo le speranze, i sogni e le ambizioni per il vostro Futuro, costringendo un’intera generazione a vivacchiare di elemosine di Stato o a emigrare all’estero.

In quarant’anni di attività di insegnamento e ricerca su queste questioni, ho imparato che la difesa dell’ambiente e del paesaggio e il contrasto al cambiamento climatico sono un’occasione di sviluppo; non qualcosa che è in contrapposizione allo sviluppo. E’ un’occasione di sviluppo per fare in modo che tutte le comunità del pianeta possano raggiungere quel livello di benessere, di sicurezza e di giustizia che deve essere loro dovuto. Questa è la grande sfida per questo vostro XXI secolo.

Articolo di Enrico Falqui