Cosa significa viaggiare per l’Italia e scoprire giardini, parchi, foreste, e giardini botanici? Qual’è il segreto per intraprendere un percorso che conduce attraverso gli usi delle piante, la storia che le accompagna, i processi che le coinvolgono? Cosa si prova ad incontrare e confrontarsi con centinaia di uomini e donne, ricchi di esperienze da condividere, carichi di quella conoscenza che è al di là dei libri e dei corsi universitari, la conoscenza pratica, esperienziale, cresciuta in anni e anni di passione e fatica?

Giacomo Castana con Gilles Clement – Marzo 2018

Per avere una risposta dobbiamo chiedere a Giacomo Castana (che nomen omen, in qualche modo era destino si avvicinasse al mondo vegetale, anche se forse non in particolare al genere Castanea), un giardiniere e garden designer di Varese, classe ’91, che con coraggio, voglia di conoscere e un pizzico di ambizione personale, ha intrapreso un viaggio a partire dall’Agosto del 2018, un viaggio che lo ha portato alla scoperta di uomini e piante. E proprio un Viaggio tra Uomini, Donne e Piante è il sottotitolo di quello che è il risultato di tanto viaggiare e scoprire. Un documentario, dall’iconico titolo Plantasia, che racconta ogni passo compiuto, ogni informazione e conoscenza acquisita, e ogni incontro fatto durante l’arduo percorso vegetale. Si parla di etnobotanica in questo documentario, materia che ai più potrebbe sembrare complessa e misteriosa. Niente di più semplice invece. Si tratta di comprendere il rapporto fra uomo e piante, fra natura e coloro che la abitano, la utilizzano, la proteggono e la studiano.

Giacomo con la sorella su un pilastro della Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri a Lodi

Questa scienza si occupa di comprendere come vediamo le piante, e come sono viste da culture, popoli, professioni, spingendosi anche verso quelle discipline che si allontanano dalla scienza per entrare in un universo di credenza, antichi saperi e trasmissione orale. Giacomo si è addentrato in questo mondo, ha attraversato in lungo e in largo questo paese, delineando un cammino che ci porta ad avvicinarci maggiormente al mondo vegetale, visto non soltanto come regno lontano dal nostro – una sorta di inarrivabile residuo di un’età dell’oro in cui uomo e natura erano un tutt’uno – ma come una presenza che è constante nelle nostre vite, nelle vite di tutti gli uomini. E le donne. Importante ma non scontata (anche in questi anni) precisazione, perché se le piante non hanno problemi nel definirsi maschili o femminili, o ermafrodite, nella società umana questa disparità ha ancora un peso evidente, a volte nascosto, a volte meno, ma sempre presente. E proprio qui troviamo un’importante chiave di lettura di questo progetto: le piante possono insegnarci molte cose.

Fridays For Future Varese

Uomini e donne apprendono dalle piante e attraverso il racconto di Giacomo, anche noi veniamo infusi di questa conoscenza. Perché le piante sono tutto il contrario di ciò che comunemente si pensa di loro. Le crediamo immobili, e invece possiedono il loro ritmo, si spostano, toccano e percepiscono ogni cosa del loro ambiente. Le riteniamo vuote, prive di mente, e anche su questo ci sbagliamo; le nuove frontiere della neurobiologia vegetale stanno mostrando come gli esseri vegetali sentono, apprendono, mutano a seconda delle risposte emotive esterne. Sensibilità, capacità di muoversi, una forza senza limiti nel riprodursi, nell’adattarsi. Le piante non hanno nulla da invidiare all’uomo.

Giacomo con Gabriele d’Arpa, amico e collega garden designer di Palermo, e Luca Gangemi responsabile del festival “Radicepura Garden Festival” a Giarre

E ci insegnano. Ma spesso l’uomo non accoglie questi messaggi, queste importanti lezioni. E negli anni le piante subiscono il medesimo trattamento degli uomini. Vengono discriminate, chiamate erbacce, eliminate con ogni mezzo. Se non ha nessun significato definire un essere umano buono o cattivo sulla base del colore della sua pelle, del suo orientamento sessuale o religioso, che senso potrebbe avere definire la bontà o la malvagità di una pianta? Giacomo ha capito che l’unico modo di cambiare le cose è assumersi una grande responsabilità, degna di lode: mostrare cosa sono davvero le piante, in ogni loro aspetto, in ogni ambito della nostra vita (la fitoterapia, l’artigianato, l’agricoltura, le festività, la ritualità, i giochi, etc.). Un percorso arduo, non c’è dubbio, qui riassunto in alcune tappe significative (innumerevoli gli incontri e gli scambi d’idee presenti nel documentario):

Con Gabriele D’Arpa da Rosolino Palazzolo, Terrasini, in Sicilia
  • 3 Febbraio 2018: Lavora come giardiniere, studia alla Fondazione Minoprio e con il primo articolo “Le città tra gli alberi: siamo pronti?”, pubblicato da weArch, nasce ufficialmente Prospettive Vegetali.
  • 17 Febbraio 2018: Partecipa alle “Giornate Internazionali di Studio sul Paesaggio” organizzate dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche a Treviso, incontra Gilles Clement e scrive i primi articoli sulla relazione Uomo – Natura.
  • Mag-Giu-Lug 2018: Comincia a creare la rete botanica: sulla pagina fb e su giacomocastana.com pubblica un aggiornamento settimanale (ampio ma ancora molto parziale), di eventi/corsi/conferenze legate alla botanica su scala nazionale.
  • 4 Agosto 2018: Lancia un crowdfunding da 2000€ con la grafica realizzata da Greidi Cama per iniziare a viaggiare e raccogliere le interviste dei più profondi conoscitori della materia botanica nel nostro paese.
  • 28 Agosto 2018: Partenza dal Giardino Botanico Alpino La Chanousia, tra i più antichi d’Europa, 2170 mt al confine tra Francia ed Italia. Poi Val d’Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia: realizza i primi 12 video-reportage, pubblicandoli nell’arco di 10 giorni.
  • 14 Settembre 2018: Il “Viaggio tra uomini e piante” continua a a macinare chilometri in Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna.
  • 18 Ottobre 2018: Crowdfunding completato grazie a 150 donazioni e partenza per la Sardegna e la Sicilia. Inizio della collaborazione con mabo.lab
  • 22 Dicembre 2018: Ritorna a Varese con 50 reportage realizzati e la convinzione di poter dar luce ad una ricerca dal grande impatto sociale ed ambientale.
Intervista a Roberta Rossini ed Elena Rosa Carone Fabiani, creatrici di “Erbacce e dintorni”
  • 3 Febbraio 2019: Ad un anno esatto dalla nascita del progetto, lancia il primo trailer del documentario ed una nuova veste grafica del website, con l’aiuto di Pasquale Marmo.
  • 15 Marzo 2019: Promuove insieme al neonato gruppo Fridays For Future Varese il 1° Sciopero Mondiale per il Clima nella mia città.
  • 25 Marzo 2019: Il “Viaggio tra uomini e piante” riparte da Roma e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per proseguire con 50 nuove interviste tra Lazio, Campania ed in Abruzzo.
  • 24 Maggio 2019: Nuovamente in prima fila per il Secondo Sciopero Mondiale per il Clima a Varese: Greta Thunberg e la Natura ci insegnano che ciò che è microscopico può fare la differenza.
  • 21 Giugno 2019: Partecipa, per la prima volta da regista, alla selezione del “Garden in Movies” di Radicepura Garden Festival, con il cortometraggio “RADICEPURA – La visione del Signor Faro”.
  • 1 Agosto 2019: Salta in sella alla bicicletta di bambù di Laboo Design da Catania e realizza 60 interviste risalendo il nostro paese fino a Varese e ritorno: 800km di libertà, incontri ed adrenalina tra Calabria, Puglia, Basilicata, Molise, Toscana, Veneto e Trentino.
  • 17 Settembre 2019: Tornando in Sicilia, presenta il progetto durante il festival di Erbacce e dintorni e l’edizione autunnale di Verdi e contenti.
  • 11 Novembre 2019: Si apre la raccolta fondi per finanziare questa ricerca e promuoverla in tutta Italia grazie ad un tour di proiezioni indipendenti.
Locandina di Fabio Salvadori

Questo il viaggio di Giacomo, questa la sua “impresa” nel mondo vegetale. Non l’ho conosciuto di persona, ma il suo pensiero, il mondo di esporre i suoi argomenti, la tenacia con cui lotta per farsi largo fra pregiudizi, scarsa conoscenza e volontà di girare la testa avvolgendosi nella comodità della bambagia dell’indifferenza, mi hanno colpito. I nostri sono ambiti differenti, eppure vicini, così come la volontà di cambiare le cose a questo mondo, di svegliare questa società. Se volete aiutare Giacomo Castana a portare avanti questo lavoro encomiabile, potete seguire il suo blog Prospettive Vegetali e la sua pagina Facebook, oltre che contribuire alla raccolta fondi per produrre il documentario che verrebbe in seguito proiettato in numerose città d’Italia, in modo tale che la conoscenza non sia soltanto limitata a poche persone, ma come le piante possa andarsene in giro per chilometri e chilometri, per poi mettere radici nelle menti di tutti.

Con Lorenza Bartolazzi e Luca Catalano, paesaggisti

Articolo di Gaël Glaudel – Foto di Giacomo Castana