Nel 2011, si è tenuta a Xi’an l’Esposizione Internazionale di Orticoltura. In quell’occasione, Plasma Studio e Groundlab hanno sviluppato una serie di interventi, architettonici e paesaggistici, che si fondono con il territorio interessato dalla manifestazione culturale, integrandosi l’uno nell’altro. La base di questi interventi sono i Giardini dei Flussi, un vasto insieme di percorsi e vegetazione che crea un’eco attraverso il suo sviluppo, risonando negli edifici e nel paesaggio circostante. Impostati su questo intervento troviamo il Padiglione della Creatività ed una grande Serra, frutto di un’interrelazione di sistemi e di un’ibridazione profonda fra edifici e territorio. Ringraziamo Plasma Studio e Groundlab per il materiale fornitoci per questo articolo [ITA/ENG].

[ITA] I Giardini dei Flussi e la Passerella di Guangyun

Il World Horticultural Expo è diventato promotore e centro per la riqualificazione di una vasta area tra l’aeroporto e il centro di Xi’an. L’antica capitale della città della dinastia Qin, sede dell’Esercito di Terracotta è oggi un importante centro degli affari per il vasto territorio della Cina continentale.

Plasma Studio, in collaborazione con Groundlab, ha vinto questo concorso internazionale grazie ad una visione radicale e autosufficiente. Il progetto comprende un Padiglione della Creatività di 5000 m2, una Serra di 4000 m2 e un ponte pedonale di 3500 m2 in un ambito paesaggistico di 37 ettari. L’Expo ha aperto nel 2011 a circa 15 milioni di visitatori.

Accogliendo e canalizzando i flussi di visitatori offrendo loro scelte e varietà, i Giardini dei Flussi si dispiegano in molti percorsi sinuosi, creando una rete che mischia circolazione, paesaggio e acqua. Questi percorsi variano in larghezza, dalle principali arterie e passaggi pedonali alle alzaie. In questo modo, le aree del parco propongono una varietà dimensionale in associazione a piantagioni, trattamenti di pavimentazione e illuminazione specifici, fornendo una varietà di esperienze che vanno dal molto intimo, agli spazi semi-chiusi, autonomi, per un singolo individuo, al pubblico, con piazze comuni formate da percorsi pedonali più ampi e un collegamento visivo diretto e ininterrotto con lo spazio principale del sito.

Il layout distintivo del progetto, che ricorda un apparato radicale, articola l’ibridazione di sistemi sia naturali che artificiali. L’acqua piovana viene raccolta all’interno di sacche di zone umide e riutilizzata per l’irrigazione.

Il piano per il patrimonio paesaggistico è in fase di trasformazione partendo da una vetrina internazionale per milioni di visitatori, per poi giungere ad una risorsa locale sostenibile per la comunità in evoluzione circostante. Le specie vegetali locali aiutano a ridurre la manutenzione e a fondare il nuovo parco centrale di Chan-Ba nel suo contesto.

Il Padiglione della creatività

L’ingombro dell’edificio con i suoi tre volumi paralleli consente al paesaggio di fluire tra e sotto di esso, così come al suo interno. Quest’ultimo è organizzato in multiple piattaforme, sistematicamente interconnesse da rampe a formare un labirinto continuo e multidirezionale da esplorare senza un ordine predeterminato.

Il Padiglione della Creatività – l’edificio principale dell’esposizione – si trova sul bordo del lago come termine dell’asse centrale, studiato per articolare l’interfaccia con il lago e l’inquadratura della pagoda sull’altra sponda. Si collega a una serie di moli che seguono il paesaggio protendendosi nell’acqua. I volumi costruiti si intrecciano con il terreno, offuscando la distinzione tra paesaggio e architettura.

L’articolazione esterna dell’edificio mina le gerarchie e le aspettative tradizionali: esso viene letto come una serie di collinette quando i visitatori arrivano da nord, mentre a sua volta diventa scultoreo e iconico se visto dal suo lato posteriore con tre lunghi volumi a sbalzo che si librano sopra il lago. Gli spazi al di sotto di quei grandi sbalzi sono spazialmente e socialmente coinvolgenti: lontano dagli spazi di controllo e rappresentativi dell’ingresso, gruppi di visitatori si riuniscono su ponti inclinati per riposarsi e riflettere, in una piacevole ombra con la luce solare riflessa dal lago.

Attraverso la sua materialità, il Padiglione della Creatività si manifesta nuovamente come un’estensione del suolo, con la parte inferiore rivestita dagli stessi pannelli in pietra del terreno circostante. Più in alto, pannelli massicci di bronzo fuso, un materiale di provenienza locale, vengono utilizzati per avvolgere i lati e il tetto dell’edificio, mentre fasce a prato lo ricoprono come una rete tassellata.

La Serra

Concepita come un cristallo prezioso, semisommerso in una splendida solitudine, raggiungibile in barca attraverso il lago con in seguito una breve passeggiata dalla riva, la serra si fonde con la collina. I visitatori accedono all’edificio attraverso un taglio prolungato, letteralmente sollevato da terra, che emerge creando uno spazio di accoglienza pieno di luce. Da qui il visitatore percorre una maglia tassellata di percorsi verso tre diverse zone climatiche con corrispondenti ambienti vegetali.

La serra ha una pianta a ferro di cavallo, creando un anello che cambia radicalmente di sezione per accogliere una serie di condizioni di piantagione e spaziali uniche. Con livelli del terreno interno ed esterno che si spostano gradualmente l’uno rispetto all’altro, il visitatore sperimenta una sequenza di aree visivamente recinte alternate ad ampi panorami. La forma a ferro di cavallo genera anche un cortile interno a cielo aperto, rendendolo il centro naturale dell’edificio e creando una rete tridimensionale di circolazione interna ed esterna.

[ENG] The Flowing Gardens and the Guangyun Footbridge

The World Horticultural Expo has become instigator and hub for the redevelopment of a large area between the airport and the centre of Xi’an. The ancient capital of the Qin Dynasty city, home of the Terracotta Army is today a major business centre for the vast interior of the Chinese mainland.

Plasma Studio, in collaboration with Groundlab, won this international competition with a radical self-sustainable vision. The project comprises of a 5000 m2 Creativity Pavilion, a 4000 m2 Greenhouse and a 3500 m2 pedestrian bridge set in a 37 ha landscape. The Expo opened in 2011 to approximately 15 Mio visitors.

Accomodationg and channeling the given flows of visitors whilst offering them choices and variety, Flowing Gardens unfolds into many sinuous paths, creating a network for intermingling circulation, landscape and water. These paths vary in width, ranging from main walkways and arteries to towpaths. In this manner, the park areas manifests a variety of scales in association with specific planting, surface treatment and lighting, providing a sandbox of experiences that range from the very intimate, with semi-enclosed, self contained, one-to-one spaces, to the very public, with communal plazas formed by wider pedestrian paths and a direct, uninterrupted visual link to the main hiatus on the site.

The project’s distinctive layout, reminiscent of a root system, articulates the hybridization of both natural and artificial systems. Rainwater is collected within pockets of wetland and recycled for irrigation.

The landscape legacy plan is phased to gradually transform from an international showcase for millions of visitors towards a sustainable local asset for the evolving community around. Local plant species help to reduce maintenance and ground the new Chan-Ba central park within its context.

The Creativity Pavilion

The building’s massing as three parallel volumes enable the landscape to flow in-between and beneath as well as inside. The interior is organized as multiple plateaus, systematically interconnected by ramps to form a continuous and multidirectional maze to be explored without a predetermined order.

The Creativity Pavilion- the main building of the expo – is located on the edge of the lake as the endpoint to the central axis, formed to articulate the interface with the lake and the framing of the pagoda on the other shore. It ties in with a series of piers that follow the landscape jutting out into the water. The built volumes are interwoven with the ground, blurring the distinction between landscape and architecture.

The building’s exterior articulation undermine traditional hierarchies and expectations: it’s read as a series of mounds when visitors arrive to it from the North, while in turn becoming sculptural and iconic when seen from its backside with three long cantilevered volumes hovering above the lake. The spaces beneath those large cantilevers are spatially as well as socially engaging: far away from the control and representational confines of the building’s entrance, groups of visitors gather on sloped decks to rest and reflect, in pleasant shade with sunlight reflected by the lake.

Through its materiality the Creativity Pavilion again manifests itself as an extension of the land, with the lower part being clad from the same stone panels as the ground around it. Further above solid cast bronze panels, a locally sourced material, is used to wrap the building’s sides and roof, while bands of greenery cover it like a tessellated net.

The Greenhouse

Conceived as a precious crystal, semi-submerged in splendid isolation, reached by boat across the lake, followed by a short walk from the shore, the greenhouse blends into the hillside. Visitors access the building through a prolonged cut, literally scooped up from the ground, emerging into a light-filled reception space. From here the visitor passes along a tessellated mesh of paths to three different climatic zones with corresponding plant environments.

The greenhouse has a horseshoe plan, creating a loop that changes radically in section to accommodate a series of unique planting and spatial conditions. With the interior and exterior ground planes gradually shifting in relation to each other, the visitor experiences a sequence of visual enclosures alternating with long vistas out and across. The horseshoe shape also generates an interior open-air courtyard, making it the natural center of the building and creating a three-dimensional web of interior and exterior circulation.

  • Project: Xi’an International Horticultural Expo
  • Designers: Plasma Studio + Groundlab
  • Status: Competition 1st Prize, Built
  • Location: Xi’an, Shaanxi Province, China
  • Year: 2011
  • Type: Masterplan exhibition area, Cultural, Exhibition, Public space, Infrastructure
  • Client: Chan Ba Ecological District
  • Photo credits: © Cristobal Palma
  • Flowing Gardens and Guangyun Footbridge:
  • Project architect: Jorge Ayala
  • Design team: Kezhou Chen, Steve De Micoli, Hossein Kachabi, Elisa Kim, Nadia Kloster, Rui Liu, Filippo Nassetti; Groundlab, London.
  • Creativity Pavilion, Greenhouse:
  • Project architect: Mehran Gharleghi
  • Design team: Katy Barkan, Nicoletta Gerevini, Evan Greenberg, Tom Lee, Dongyun Liu, Peter Pichler, Benedikt Schleicher, Danai Sage; LAUR Studio, Xiaowei Tong, Ying Wang, Beijing, China; ARUP, London, Beijing; John Martin and Associates, Los Angeles